Il Tirreno

Livorno

Il Livorno avanza a passettini

di Alessandro Bernini
Il Livorno avanza a passettini

Il pari col Vicenza lascia un po’ di rammarico, presi gol banali e non sfruttati 20’ in 11 contro 10

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LIVORNO. L' incompiuta nella musica è l'ottava sinfonia di Schubert, l'incompiuto nel calcio non vorremmo che diventasse il Livorno di Panucci. Perché perdiamo punti per strada ed è come avere un buco nei pantaloni e un pacco di fogli da cento euro in tasca. Fa rabbia. A volte vedi avversari che ti sono superiori nel gioco, e allora ne prendi atto e ti adegui. Ma la Pro Vercelli ci è senza dubbio inferiore, il Vicenza forse no ma la partita si era messa bene.

Ieri è stata un'occasione persa per almeno tre ragioni: 1) primo tempo troppo molle, 2) gol segnato da Cazzola e vantaggio per 1-0 che abbiamo conservato per meno di 100 secondi, 3) quasi 20 minuti nel finale in 11 contro 10 senza segnare e creando molto poco. Spinelli se n'è andato arrabbiato anche se al momento nonsembra aver messo nel suo mirino Christian Panucci.

IL LIVORNO E LA SERIE B. Sia chiaro, non è stato un bruttissimo Livorno. E in serie B non è pensabile di creare sempre 10 occasioni da rete. Così come è vero che nessuno ha chiesto al Livorno di vincere il campionato. Però dispiace perché contro il Vicenza sarebbe bastato poco, magari un pizzico di attenzione in più in difesa. Gli episodi non ci girano bene, ma in parte contribuiamo a farli girare dalla parte sbagliata.

Meglio il Livorno del secondo tempo, più propositivo. L'ingresso di Pasquato e il ritorno al 4-2-3-1 hanno dato vitalità agli amaranto. Purtroppo nel 4-3-3 Vantaggiato è perso. Forse un modo per conciliare l’esigenza di un centrocampo più folto con maggiore qualità davanti, era un 4-3-2-1 con Pasquato (più vicino) e Fedato (un po’ più largo) dietro a Vantaggiato. Chissà se è un’ipotesi realizzabile per il futuro.

RIMESSE LATERALI, CHE ANGOSCIA. Tanto per capirci. Se nel calcio c'è una fase del gioco quasi completamente innocua, questa è la rimessa laterale. Beh, non si sa come sia possibile, ma il Livorno per la terza volta è riuscito a prendere gol da una rimessa laterale. Era successo a Cesena, è successo sabato scorso a Vercelli, e successo di nuovo ieri. E' evidente che non è più un caso. Ormai gli avversari ci costruiscono sopra gli schemi sapendo che noi ci appisoliamo. Il processo di crescita di una squadra passa dalla cancellazione di queste amnesie.

SENZA QUALITA'. Stavolta Panucci ha provato a giocarsela andando contro le sue idee. Lui che questa squadra la vede disegnata col 4-2-3-1 e vuole sempre in campo più qualità possibile, ha deciso di scegliere il 4-3-3 e tenere in panchina Pasquato. Così, alla resa dei conti, dei 10 amaranto in campo, l'unico in grado di saltare l'uomo era (ipoteticamente) Fedato. Risultato: nel primo tempo il Livorno si è annodato su se stesso, con una manovra lenta e scontata, senza un briciolo di velocità nelle ripartenze, senza un uno contro uno di questa definizione.

Ci ha provato Jelenic a destra ma D'Elia dopo dieci minuti gli ha preso le misure, non ci ha neppure provato Fedato che è rimasto emarginato, mentre Vantaggiato davanti era chiuso tra Sampirisi e Mantovani senza un pallone decente da giocare. Il tutto mentre la linea a tre di centrocampo consentiva di non andare in inferiorità numerica in fase difensiva (anche il Vicenza era 4-3-3) ma in fase di impostazione pagava l'abulia di Cazzola.

FUOCHI D'ARTIFICIO. Sembrava insomma una partita triste e senza emozioni, destinata a farci morire di noia oppure a essere decisa da un episodio. Macchè. Il secondo tempo è stato un luna park di emozioni. Il gol di Cazzola al 9' (bell'inserimento da dietro su cross di Jelenic) non abbiamo però neanche avuto il tempo di gustarlo, perché dopo 100 secondo il Vicenza aveva già pareggiato con azione iniziata dalla solita maledetta rimessa laterale.Nei minuti seguenti si è capito che la partita non sarebbe finita 1-1, perché le squadre erano troppo lunghe. Ha segnato per primo il Vicenza, con inserimento di D’Elia da dietro (ma quanto spazio gli hanno dato?), Panucci ha subito messo dentro Pasquato e Aramu passando 4-2-3-1 e al 27’ è arrivato il pareggio del solito Vantaggiato su assist di Vergara. Subito dopo il gol, il Vicenza è rimasto in 10, c’era tempo ma il Livorno si è piantato ed è finita 2-2.

Ecco perché a volte ci resta questa idea di una squadra che raccoglie meno di quanto potrebbe. E dispiace. Molto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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