Gioco
Un Panucci mai visto: possiamo stare in alto
L’allenatore fuorioso con la Figc: disorganizzazione pazzesca
LIVORNO. Christian Panucci non ci sta, è una furia. E ha ragione, sia chiaro. La rabbia per la «partita imbarazzante» di Vercelli c’è ancora, ma non si tratta di questo. E allora di cosa? Di giocare oggi, in anticipo, con Gasbarro, Calabresi, Palazzi e Aramu rientrati da poche ore dagli impegni con l’Under 20.
Ecco la situazione: questa settimana i quattro giovani amaranto erano con la Nazionale di Evani, alle 18 di giovedì hanno giocato in Germania per il torneo Quattro Nazioni (2-0 per gli azzurri il finale), alle 6 di ieri mattina sono saliti sull’aereo per Milano e sono arrivati a Tirrenia nel pomeriggio dopo altre tre ore in autostrada. Bene, perché anticipare proprio la gara del Livorno? «È stata una mancanza di rispetto nei nostri confronti – la risposta del tecnico amaranto – e anche del Vicenza, che comunque aveva due ragazzi con l’Under 20 (Pinato e Sbrissa, ndc). Pensate che c’erano 13 convocati dalla Serie B, 6 dei quali fra noi e loro. Come si fa a mettere in anticipo questa partita? È incredibile. Anche il Brescia aveva quattro giovani in Germania come noi, ma giocherà domenica (domani, ndc)».
Beh, un paradosso.
«Vedo una disorganizzazione pazzesca tra la Lega, chi prepara il calendario e chi fa le convocazioni per le nazionali: non si parlano tra di loro, è questo il problema principale. Purtroppo nel nostro calcio c’è gente incapace, che non sa fare le regole».
E questa situazione scoraggia chi punta sui giovani.
«Verissimo, la prossima stagione prenderemo solo vecchi e scarsi… Al di là delle battute, siamo orgogliosi di avere tanti ragazzi nelle selezioni giovanili, ma così non va bene. Anche gli altri allenatori sono dispiaciuti per tutto questo. Comunque Evani è stato bravo a gestire le cose: solo Calabresi ha giocato titolare, gli altri sono entrati nella ripresa. Abodi ha detto che valuterà per il futuro, ma ormai la frittata è fatta».
Quale potrebbe essere la soluzione?
«Mi piacerebbe che ci fosse un tetto, un massimo di due convocati per squadra, per le sfide in cui non ci si gioca un Mondiale o un Europeo. Ecco, come quella di giovedì. Ma ora basta, ora conta solo il Vicenza. E non voglio che questa situazione diventi una scusa».
Cosa teme della squadra di Marino, la migliore del campionato in trasferta?
«Tutti rientrano e tutti ripartono, dovremo stare attenti. Il Vicenza ha qualità, Giacomelli e Gatto sono pericolosi nell’uno contro uno. Poi Marino è un tecnico preparato ed esperto. Insomma, sarà dura».
4-2-3-1 o 4-3-3?
«Ho provato entrambe le soluzioni, deciderò in base all’equilibrio».
Come sta Fedato?
«Questa settimana l’ho visto molto bene: ritmi alti, dribbling nelle partitelle…».
E Vajushi?
«Fino a qualche giorno fa non stava bene, adesso sì. Comunque non ha toccato palla in settimana, quindi non ci sarà e cercheremo di recuperarlo per Bari».
Si aspetta il riscatto dopo la débâcle di Vercelli?
«Beh, dopo una grande delusione deve esserci una grande reazione. E io me lo auguro. Sabato scorso abbiamo fatto una figura pessima, ha ragione il presidente quando dice di non aver capito il nostro calcio: niente gioco, troppe palle lunghe… ».
C’è un po’ di preoccupazione?
«No, è stata la prima partita veramente negativa, non la terza o quarta di fila. Fin qui tutte le squadre hanno avuto problemi, anche le big».
Quindi?
«Quindi in alto possiamo starci anche noi. È la prima volta che lo dico chiaramente, sono convinto di questo».
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