Il Tirreno

Livorno

la storia

Non è mai tardi per il ring E vince un torneo a 38 anni

LIVORNO. Continuare a salire sul ring a 38 anni può capitare –Lenny Bottai docet- ma vincere un torneo importante a meno di cinque mesi dall’esordio tra le sedici corde un po’ meno. Protagonista di...

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Continuare a salire sul ring a 38 anni può capitare –Lenny Bottai docet- ma vincere un torneo importante a meno di cinque mesi dall’esordio tra le sedici corde un po’ meno. Protagonista di questa bella performance, a Borgo S. Lorenzo nel torneo Etruria, Carlo Luciano Conte, pescarese di nascita ma livornese d’adozione: boxer della cat. massimi leggeri, al limite dei 91 Kg, alla sezione pugilistica dell’Accademia dello Sport.

«Il pugilato mi è sempre piaciuto. Per tante ragioni, però, non avevo mai avuto l’opportunità di praticarlo. Il primo approccio diretto tre anni fa in corsi di ginnastica pugilistica. Qui ho conosciuto Luca e Luigi Tassi e Franco Nenci. Persone bravissime dal punto di vista sportivo ma anche umano. All’Accademia dello Sport mi sono sempre sentito come in famiglia. Oltre a professionalità c’è gentilezza, educazione e rispetto», le sue prime parole.

Il debutto? «Sono stati Luca, Luigi e Franco a invitarmi a non considerare la carta d’identità e a spingermi a provare. Nel match d’esordio, a Giugno, sono stato sconfitto per ko, però non mi sono scoraggiato. Poi ho riprovato ed è andata benissimo. Ho vinto per ko contro Fabio Botticelli». Il Poi un aneddoto divertente. “Che non sono un ragazzino se n’è accorto anche il medico quando mi sono presentato per la visita, prima di salire sul ring. Appena mi ha visto mi ha scambiato per un maestro e mi ha chiesto dove era il pugile che avrebbe dovuto combattere...».(m.o.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web