Gioco
Dalle donne nude al laser negli occhi: la perfidia in curva
di GIORGIO BILLERI
Come ti distraggo l’avversario? Come lo innervosisco? Dal laser puntato sugli occhi ai poster di donnine «nature», la fantasia dei tifosi non conosce limiti. Ed è questo, anche questo, il cosiddetto vantaggio del fattore campo: non solo migliaia di scatenati che ti fischiano, ma anche questi nuovi modi, alcuni francamente divertenti, per far perdere la concentrazione al «nemico».
I curvaioli del Palacarrara, bunker della Tesi Group Pistoia capolista a sorpresa del massimo campionato di basket, hanno fatto sorridere l’Italia con quei giganteschi «selfie» fatti di smorfie, boccacce e linguacce. Come dire ai rivali: tu devi fare canestro, ma se ci guardi in faccia potrai anche sbagliare. Iniziativa tutta toscana, fantasia e sberleffo. Ma la primogenitura spetta alla seriosa Lombardia: a Brescia infatti (squadra di A2, allenata comunque dal livornese Andrea Diana...) nella passata stagione i supporters della curva hanno realizzato diversi stendardi (un metro per un metro, difficile non vederli dal parquet...) con primi piani di modelle discinte, tra seni al vento e lati B. Con accanto anche la gigantografia, stridente e per questo ancora più esilarante, di un’anziana signora che mostra fieramente il dito medio. Impossibile che gli avversari, specialmente al momento dei tiri liberi quando la valvola della concentrazione dev’essere sempre apertissima, non abbiano gettato l’occhio almeno per un secondo su questo curiosissimo allestimento. E magari qualche punto ce l’hanno rimesso, se è vero che Brescia è arrivata alle porte di una promozione in serie A che avrebbe fatto storia. Restando al mondo dei canestri, e restando in Toscana, i meno giovani ricorderanno quando a Livorno, nei ruggenti anni Ottanta, c’erano addirittura alcuni tifosi vip con la poltroncina a bordo campo che regolarmente si alzavano in occasione del tiro libero avversario, aggrappandosi con tutta la loro forza ai sostegni del canestro in modo che lo stesso oscillasse, compromettendo così la precisione del tiro. A Salonicco, Grecia, i tifosi dell’Aris arrivarono ad alzare di quattro-cinque centimetri il canestro dove attaccavano gli avversari. E via di questo passo.
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Tifare, cantare, mettere l’«altro» in difficoltà in tutti i modi possibili. Nel calcio, ad esempio, ambiente storicamente meno goliardico e che rispetto al basket si prende molto sul serio, i curvaioli più intransigenti utilizzano (negli ultimi tempi, per fortuna un pò meno) i fastidiosissimi e vietatissimi puntatori laser. Un fascio di luce verde, dal potere quasi accecante per qualche frazione di secondo, che dagli spalti veniva sparata direttamente negli occhi dei portieri, specialmente in occasione di calci d’angoli o punizioni dal limite. Pratica antisportiva e tutt’altro che decoubertiniana, che è costata migliaia di euro in multe alle società responsabili e che ha trovato la ferma condanna, ad esempio, di Gigi Buffon che ne fu vittima in diverse occasioni.
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