Gioco
A Rimini non si balla Attacco spuntato e la Cfg non si rialza
Pagate a caro prezzo le assenze e una rosa giovanissima Perso Lucarelli, adesso arriva Giampaoli, scuola Scavolini
LIVORNO. Giocare con quattro ’98 (Banchi, Filippo Creati, Soriani e Thiam…) e una squadra per 6 decimi composta da Under 20 non è semplice. Perché il basket è fatto di talento e fisicità, ma anche di una discreta dose d’esperienza. E domenica sera la NTS Rimini ha dimostrato di averne tanta – troppa – rispetto a un Don Bosco falcidiato dalle assenze, in ultima la sospensione in via cautelare di Jacopo Lucarelli da parte del Tribunale Nazionale Antidoping in seguito ad un controllo effettuato lo scorso 10 ottobre.
Di conseguenza la dirigenza livornese – in accordo con lo staff tecnico – ha deciso d’intervenire sul mercato firmando Andrea Giampaoli, guardia tiratrice classe 1990 in uscita dalla Fiorentina Basket (Serie B, girone B): «Con Lucarelli fuori e Marco Creati out fino almeno fino a gennaio, avevamo bisogno di un giocatore con un bel po’ di punti nelle mani», ha ammesso coach Quilici in attesa dell’ufficialità.
«Giampaoli è senza dubbio un prospetto diverso da Jacopo, ma ha caratteristiche complementari con Perin ed è un tiratore puro, capace di costruirsi il tiro sia in uscita dai blocchi che dal palleggio; la passata stagione ha vinto il campionato a Rieti, è un prodotto del settore giovanile della Scavolini Pesaro e quindi le referenze parlano per lui».
Un po’ meno bene è andato in questo avvio di stagione in maglia Fiorentina: 8.1 punti di media a partita in 27 minuti abbondanti di utilizzo, frutto del 38% da 2 e del 20% da 3: «Facendo sempre un confronto con Lucarelli, l’impatto fisico non sarà mai lo stesso. Tuttavia con il rientro di Artioli e Banchi andrà a riempire una casella fondamentale dello scacchiere».
Tornando al passo falso maturato con Rimini (il secondo consecutivo al Pala Macchia), Daniele Quilici preferisce guardare agli errori commessi piuttosto che alle assenze: «Quando ti vengono a marcare tre, quattro pezzi contemporaneamente è ovvio che la salita diventa all’improvviso molto più ripida. Non credo, però, si tratti di un problema di testa, anzi. Nel primo e nel terzo quarto una reazione c’è stata, salvo poi raccogliere pochissimo a livello realizzativo (29% da 2 e 20% da 3). E potrei star qui a parlarne fino all’infinito, ma se non si fa mai canestro non si vince neanche al completo».
Intanto tra 5 giorni il calendario propone la trasferta di Trecate, fanalino di coda a zero punti: «È una partita fondamentale che, dopo due passi falsi casalinghi, non possiamo fallire».
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