Lutto
Ilicic-Kalinic, sentenza slava
GENOVA. Che spettacolo questa Fiorentina. Su un campo insidioso come quello della Sampdoria, dove fin qui avevano sofferto in tanti (battuta la Roma, pareggio sofferto per l’Inter), segnano i soliti...
GENOVA. Che spettacolo questa Fiorentina. Su un campo insidioso come quello della Sampdoria, dove fin qui avevano sofferto in tanti (battuta la Roma, pareggio sofferto per l’Inter), segnano i soliti Ilicic (su rigore) e Kalinic. Ma a impressionare non è il risultato quanto la facilità che la squadra di Paulo Sousa riesce a conquistarlo: sempre padrona del gioco, continuo movimento, tecnica superiore. Insomma, un autentico piacere per gli occhi. Al cospetto del quale spariscono le velleità di Eder e Muriel, una delle coppie gol più temibili e temute, del tutto sterilizzate nella serata di Marassi. Così la Fiorentina risponde alle big, in particolare all’Inter, riagguantata al comando a quota 27: difficile nascondersi ormai, per lo scudetto c’è anche la banda viola. Con Borja Valero e Ilicic dietro Kalinic, ma soprattutto con Bernardeschi a sorpresa a destra (imprendibile il 10 di Di Biagio), la Fiorentina imperversa e annichilisce la Sampdoria incapace di abbozzare un’azione degna di nota, specie dopo la follia di Zukanovic, un mani clamoroso su giocata di Bernardeschi che al 9’ spedisce Ilicic sul dischetto e porta in vantaggio i viola. . Poche, pochissime idee per i padroni di casa. E confuse. Tranne lo sfogo sulla destra con il rientrante De Silvestri (era fuori da 5 mesi) e qualche lancio per Eder e Muriel, il gioco doriano latita. Al 58’ però cala già il sipario: Kalinic-Ilicic-Kalinic, il bomber ex Dnipro segna l’ottavo gol di questo inizio folgorante firmando il 2-0.
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