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Spinelli dopo Vercelli: «Il calcio di Panucci non lo capisco»

di Fabrizio Pucci
Spinelli dopo Vercelli: «Il calcio di Panucci non lo capisco»

Spinelli durissimo dopo il ko di Vercelli: «Ha idee non in linea col nostro campionato. Ora voglio delle spiegazioni»

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LIVORNO. Ci sembra di vederlo, il sabato del presidente Aldo Spinelli. Cinque minuti prima delle tre del pomeriggio si è seduto in poltrona fiducioso: Livorno in crescita (sette punti nelle ultime tre partite e difesa immacolata da quel dì) e Pro Vercelli grintosa, ma povera di talento.

Insomma: lui – come tanti – pensava di assistere a un match intenso, magari da chiudere a braccia alzate. E invece la trama del film è stata un'altra: partita brutta e molliccia. E il finale ancora peggiore perché hanno vinto i cattivi - intesi come quelli che ci hanno messo corsa e determinazione - mentre i buoni, per i quali nella tonnara della B non può esserci posto – hanno chinato la testa. E quella poltrona di casa Spinelli, per due ore ha ospitato i contorcimenti e le imprecazioni del pres. Sabato sera buio come una notte senza luna. Poi, la domenica mattina, la stura ai pensieri.

Christian, ancora tu. Lucio Battisti non c'entra nulla anche perché era prevedibile come il tuono dopo il lampo che Spinelli se la prendessi con l'allenatore. Non è la prima volta che succede e l'ultima non sarà. Cambia l'arrangiamento, ma il refrain è lo stesso di un mese fa dopo il pari interno con l'Avellino: «Con Panucci – ha detto – non ci siamo. Non capisco il suo calcio. Le idee che ha non sono in linea con il campionato che dobbiamo fare».

Il capo d'accusa non è proprio leggero. Il presidente lo sa e non ha esitato a suffragare la sua conclusione con tutta una serie di indizi: «Non capisco il suo gioco perché a Vercelli non abbiamo mai tirato in porta. È possibile? Abbiamo solo sperato di fare qualcosa, ma in che cosa dobbiamo sperare...».

La sua non è una rabbia esplosiva. Da un certo punto di vista sarebbe stata preferibile una sfuriata e via. No. Quella del pres è la lucida anatomia di una sconfitta: «Per novanta minuti non abbiamo fatto nulla e non abbiamo nemmeno utilizzato tutte le sostituzioni a disposizione. Certe scelte mi sfuggono».

Attenuanti e aggravanti. Panucci è finito sotto la lente d'ingrandimento. Eppure qualche attenuante, l'ex madridista ce l'ha. L'approccio alla gara è stato sbagliato, ma lui più che confermare in blocco la squadra che una settimana prima aveva battuto il Trapani, che cosa avrebbe potuto fare? La risposta del presidente è stata pronta: «È vero, visto l'andazzo avrebbe dovuto inventare qualcosa per cambiare la situazione. E invece niente. In panchina Christian è così concentrato sulla partita che sembra in trance e non vede le mosse da fare».

Insomma, il pres non è disposto a fare concessioni. Nessuna indulgenza, ma una solenne arrabbiatura, perché non esiste perdere – soprattutto in quel modo – sul campo di un avversario dal profilo tecnico assai basso che fa delle determinazione la sua arma migliore.

Gli scenari. Del suo pessimo sabato, abbiamo detto. Ma neanche la domenica del presidente è stata indimenticabile. La panchina di Panucci resta salda, ma dopo quello con l'Avellino, questo è il secondo avviso di garanzia recapitato al tecnico: «Provvedimenti? Non ho intenzione di prenderne. Lascerò passare oggi (ieri ndr) e anche lunedì, anche perché prima ho intenzione di parlare con Elio Signorelli proprio perché voglio spiegazioni».

Sì. Il patron vuole andare fino in fondo a questa storia punteggiata da alti e bassi. Certo. La squadra è giovane e certi sbalzi di rendimento sono fisiologici: «Senza dubbio – ha precisato con il tono di voce di chi non si è dato pace dalle cinque di sabato – ma la prestazione è stata troppo brutta per essere vera. Non esiste fare una partita così molle. Ecco perché ho bisogno di confrontarmi con il direttore sportivo».

Fine della trasmissione. Spinelli saluta. Resta in compagnia dei suoi pensieri in uni inizio settimana nebuloso. Ci stava la sua delusione, ma forse non ci si aspettavano queste parole così dure contro Panucci.

Per fortuna oggi la squadra torna ad allenarsi. C'è da preparare da la sfida con il Vicenza. Ecco la partita che può cancellare – con un colpo di spugna – tutte le polemiche e trasformare il broncio di Spinelli in un sorriso. Coraggio. Ripartiamo.

 

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