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Gattuso: per un’ora ho visto paura ed errori

Gattuso: per un’ora ho visto paura ed errori

Il tecnico nerazzurro vola ancora basso: «Troppi errori». Perrone: «Noi in partita sino al 2-0»

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PISA. Gennaro Gattuso è contento per la quinta vittoria consecutiva in casa e il ritorno al terzo posto, ma sottolinea come la squadra deve ancora crescere sotto il piano della personalità e della gestione del risultato: «Per un'ora non è stata semplice. Io non mi gaso per la vittoria e ho negli occhi la paura, le palle in uscita sbagliate, i tiri a caso da 40 metri. C'è ancora tanto da lavorare. Con un po' di sfortuna sarebbe diventata dura. Dobbiamo lavorare sulla mentalità e stare sul pezzo. Il calcio è un gioco ma per chi lavora è una cosa seria. Rappresentiamo un club storico e dobbiamo saper leggere meglio le partite. L'esempio in questo caso deve essere Lisuzzo».

Spiega il mister: «Non sto tranquillo perché non vedo ancora una squadra mia. Da giocatore ero un cagnaccio, mentre da allenatore mi piace giocare a calcio in modo propositivo. Però dopo tre mesi in Lega Pro voglio fare un passo indietro ed essere meno belli e più cattivi. Ci specchiamo troppo e mi crea preoccupazione. I due attaccanti hanno fatto un grande lavoro, con movimenti da giocatori veri. In settimana io e il mio staff siamo dei martelli e mi dà fastidio quando vedo giocate senza criterio. Mi piace lasciarli liberi ma su certe giocate dobbiamo lavorare come ad esempio sulle palle inattive. Ricci e Di Tacchio per i piedi che hanno non possono sbagliare sistematicamente la giocata semplice. Anche Lores Varela aveva fatto un gran recupero poi ha cercato l'applauso con un colpo di tacco. Non ce l'ho con loro ma voglio spiegargli che il calcio alla fine ti porta sempre il conto».

Sono comunque tante le cose positive a cominciare da Montella : «E' una squadra che quando gioca, a tratti diverte, ma deve migliorare questi dettagli. Bisognerebbe essere meno belli. Montella da secondo attaccante è molto bravo, attacca la profondità e sicuramente è più adatto al 4-4-2. La maglia ci dà pressione, dobbiamo giocare per vincere. I malumori devo fare di tutto per non crearli. Dopo Savona ero arrabbiatissimo ma ho dovuto lavorare per tenere tutto sotto controllo». Il cambio in porta? «Dispiace per Bacci ma il suo ruolo è come tutti gli altri. Ho valutato e ho scelto Brunelli che ha fatto una buona gara».

Buoni gli ingressi di Lupoli e Peralta: «Peralta è un altro ragazzino che quando ti punta ti fa male e rischia di far saltare qualche crociato. Non volevo schiacciarmi troppo e mi serviva uno che teneva palla. Infine ogni partita ha la sua storia. Quando si vince, si è contenti. Nello spogliatoio lunedì ci mancavano solo i lumini».

Dall'altra parte è amaro il commento dell'allenatore de L'Aquila Carlo Perrone: «Siamo stati in partita fino al secondo gol. E' normale che il 2-0 ci ha tagliato le gambe. Fino a quel momento abbiamo disputato una buona gara giocandocela alla pari con il Pisa. Noi non dobbiamo recriminare per oggi. Perdere a Pisa può starci. La vicenda dirty soccer? Allo stato attuale ci sono squadre che sanno già della penalizzazione noi non sappiamo ancora e sinceramente non è facile. In campo non ci pensiamo ma quando è finita si».

Andrea Chiavacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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