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BRAVO MANCIO SAI BADARE AL SODO

Nel calcio c'è una parte dedicata alla bellezza dell'impostazione, vanto ad esempio di squadre come Roma e Fiorentina, e poi c'è una parte pragmatica, razionale, che è quella che ti permette di...

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Nel calcio c'è una parte dedicata alla bellezza dell'impostazione, vanto ad esempio di squadre come Roma e Fiorentina, e poi c'è una parte pragmatica, razionale, che è quella che ti permette di vincere le partite e i campionati pur con un gioco non spettacolare. Guai però a parlare di limite: è una scelta ponderata e precisa. La Juventus di Conte ha dominato per anni in Italia con una manovra pratica più che bella a vedersi. La stessa cosa che sta facendo ora l'Inter. E una squadra che vince 7 volte per 1 a 0 non va criticata, perché dà un segno di forza assoluta. Mancini è un tecnico che bada più alla sostanza che non alla forma: mira a fare punti con una organizzazione difensiva formidabile e cambi di formazione tutt'altro che casuali, perché si affida a coloro che di volta in volta sono più adatti al gioco che ha in mente. Altro che incertezza: sono valutazioni intelligenti e sofisticate. Il campo dice che l'unica squadra in grado di battere l'Inter è stata una Fiorentina in serata di grazia. La scelta dell'allenatore, oltre a essere coerente, ad oggi è dunque vincente. Quindi non resta che applaudire quel Mancini che mi ricorda un “giovane” Capello: anche lui veniva criticato dagli esteti del calcio, ma ha vinto coppe dei Campioni e campionati a ripetizione.

Chi invece non mi convince è la Juve, che ha sì vinto ad Empoli, ma ha approfittato di un avversario che si è sciolto dopo il vantaggio, senza una pressione martellante dei bianconeri: il match del Castellani è anzi sembrato a tratti una partita di allenamento. Ciò che manca è lo spirito della Juve di Conte e del “primo Allegri”. E mancherà anche in futuro, perché non ci sono più quei giocatori che erano l'anima della squadra, Vidal e Tevez. E qui torniamo alle responsabilità estive della dirigenza. Ora si parla del buon momento della Juve, ma la distanza dalla prima è sempre di 9 punti. A mio avviso l'obiettivo reale dei bianconeri può essere lottare per il terzo posto, anche se Inter, Napoli e Roma mi convincono molto di più, senza dimenticare una Fiorentina che rimane una mina vagante del torneo. L'ultimo posto utile per la Champions sarebbe un successo enorme. Ma quando si lotta per il terzo posto, c'è anche il rischio di arrivare quarti...

(a cura di Giorgio Carlini)

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