Gioco
Dai Livorno, a Vercelli dovrai essere Proattivo
Sul sintetico gli amaranto puntano ad allungare il filotto delle ultime tre giornate Panucci ripropone l’11 che ha steso il Trapani e si prepara ad una vendetta personale
LIVORNO. Dopo Chiavari, Vercelli: lontano dall'Ardenza il Livorno sembra essersi abbonato ai campi dal fondo sintetico.
Sull'erba finta, però serve una squadra vera, perché al 'Piola' non si scherza. O si va a muso duro o si soffre. Quel fortino è uno shaker dove la gloriosa Pro mischia i suoi ingredienti migliori: feroce determinazione, foga e quella spruzzata di talento che ha baciato il suo bomber Ettore Marchi, pericolo pubblico numero uno dalle 15 di oggi.
L'anno scorso – a primavera inoltrata – finì 3-3 in un saliscendi di emozioni. Dovevamo vincere, ma rischiammo di perdere. Panucci - cervello fino e memoria d'elefante - mica si è dimenticato quel pomeriggio assolato che regalò al carneade Sprocati (doppietta) la partita della vita e non ammette cali di tensione.
CONTINUITA'. I sette punti conquistati nelle ultime tre partite devono costituire il propellente per viaggiare ancora più veloci e non insinuare l'inconscia convinzione di essere imbattibili. No: quello sarebbe un errore di valutazione esiziale da non commettere nel contesto di una sfida nella quale c'è da essere brutti sporchi e cattivi. In un concetto-base, oggi Panucci chiede una prova di maturità, che fa rima con continuità. Il Livorno sale in Piemonte con la porta imbattuta da tre giornate, il graduale recupero degli uomini più importanti – Vantaggiato ma anche Fedato che partirà dalla panchina – e una rinnovata autostima: insomma c'è un patrimonio da non dilapidare. Ecco perché questa è una partita chiave.
VECCHIO ADAGIO. Squadra che vince non si cambia, dicevano i nostri nonni. E Panucci sembra intenzionato a seguire questo consiglio che affonda le radici nel tempo. Così oggi dovremmo rivedere lo stesso schieramento che sabato scorso si è sbarazzato del Trapani. La cifra tecnica degli amaranto è superiore a quella della Pro che tenterà di limare il gap mettendola sul piano della corsa e della grinta. Il loro 4-3-3? Mobile ed elastico: non concederà tregua. Ci sarà bisogno del miglior Livorno: concentrato e affamato.
GLI SCONGIURI. A marzo Panucci debuttò sulla panchina del Livorno proprio contro Foscarini, attuale tecnico della Pro Vercelli, ma all'epoca alla guida del Cittadella. Non finì bene. Rigore di Sgrigna (assurdo fallo di mano di Galabinov) e cervellotica espulsione di Bernardini. Dicono che la vendetta sia un piatto da servire freddo. Forza Christian. E' il tuo momento!
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