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INTER, OVVERO QUEL MERITO DI VINCERE 1-0

di CORRADO ORRICO

di CORRADO ORRICO Nel calcio vince chi realizza una rete in più degli avversari. Ma può bastare anche un solo gol per portare a casa le partite. Per questo, fin qui, l'Inter è stata troppo...

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di CORRADO ORRICO

Nel calcio vince chi realizza una rete in più degli avversari. Ma può bastare anche un solo gol per portare a casa le partite. Per questo, fin qui, l'Inter è stata troppo sottovalutata. I suoi detrattori chiamano "limite" quello che invece è un grande merito: vincere le partite per 1 a 0. La ripetitività di questo risultato dimostra la solidità dei nerazzurri, che tolte le 4 sberle prese dalla Fiorentina, nel resto del loro campionato hanno subìto appena 3 gol. E una squadra può essere grande anche con la caparbietà e il cinismo nel battere gli avversari con una sola rete di scarto. Contro la Roma, inoltre, Mancini ha dato una lezioncina a quel fenomeno di Icardi, che in settimana si era scagliato contro i compagni, "colpevoli" di non giocare per lui. Scelta coraggiosa e ripagata dai fatti, perché il tecnico ha tolto i punti di riferimento offensivi ai giallorossi, con due attaccanti di movimento come Jovetic e Ljajic, protagonisti di una manovra vincente, perché imprevedibile. Imprevedibilità che invece non ha più la Roma, che abbandona la tradizione del falso nueve per un centravanti che è sì forte, ma che finora non ha mai convinto, e in più impone tatticamente dei principi che non sono mai stati nel dna dei giallorossi. Anche quest'anno la Roma si è fatta preferire quando al posto di Dzeko là davanti ha giocato Gervinho, supportato ai lati da Salah e Iago Falque. Tornato il centravanti, la manovra è diventata statica, aspetto che ha inciso non poco nella sconfitta di San Siro con la conseguente rinuncia al primato in classifica. Primato che spetta adesso a una Fiorentina che merita applausi per quanto fatto finora, ma che a mio avviso non può ancora essere considerata una candidata per lo scudetto. Per capire se realmente la Viola potrà lottare fino in fondo servono ancora altre partite, perché nonostante il bel gioco e le intuizioni di Sousa, restano alcuni dubbi sulla solidità difensiva e su una rosa che nel complesso pare inferiore ad altre squadre. Non resta che dare tempo al tempo per comprendere se, insieme alla Roma, al Napoli e alla cinica Inter, anche la Fiorentina potrà dare battaglia.

(a cura di Giorgio Carlini)

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