Il Tirreno

Livorno

Trapani silenziosi, urlo Livorno

di Alessandro Bernini
Trapani silenziosi, urlo Livorno

Apre Jelenic e chiude Vantaggiato: partita sofferta ma Panucci si gusta una squadra cinica

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LIVORNO. La carne rossa fa male? Si vede che quelli dell'Oms non sono mai stati tifosi del Livorno. Se il loro cuore avesse sofferto per anni quello che patiamo ogni volta che scende in campo la maglia amaranto, allora altro che wurstel e salsicce...

Il 2-0 è un gran risultato e lancia il Livorno al terzo posto, a tre punti dalla capolista Cesena. Ma abbiamo sofferto. E tanto. Il raddoppio di Vantaggiato al 38’ della ripresa è stato una liberazione e ha allontanato i fantasmini di Halloween che aleggiavano sopra l’Armando Picchi.

GAMBE STANCHE. Si capiva lontano un miglio che la partita sul sintetico di Chiavari, sotto la pioggia, aveva lasciato segni indelebili sulle gambe degli amaranto. È mancata a lungo la brillantezza. Con un doppio effetto: nel primo tempo una fatica cane per trovare il guizzo di fronte a 10 avversari sempre dietro la linea della palla, nella ripresa ancora fatica infinita per sfruttare le ripartenze che quasi sempre morivano sulla trequarti del Trapani.

Stavolta il Livorno ha tirato fuori dal cilindro l’istinto del killer e una grande praticità. Perché, alla resa dei conti: noi abbiamo fatto solo tre tiri in porta (due gol e il palo di Jelenic), loro neanche uno.

DIFESA IMBATTUTA. Le cifre però dicono che il Livorno ha svoltato di nuovo: 7 punti in 3 gare, 3 gol segnati e 0 subiti. Ecco, questo aspetto di una difesa blindata ci fa star bene. Le grandi squadre costruiscono le loro fortune partendo da una difesa solida. Ce l’ha insegnato il Trap e di solito in Italia ha vinto solo chi ha seguito questa filosofia.

Vergara e Ceccherini hanno tenuto ancora, Gasbarro in fase difensiva è una roccia, Luci e Schiavone (soprattutto il secondo) magari hanno fatto fatica a organizzare la manovra ma sono due vigilantes quando c’è da proteggere la difesa.

LE BARRICATE. Il Trapani, poveretto, cosa doveva fare? Mancava mezza squadra e quasi tutto l’attacco. E così si è messo dietro, almeno nel primo tempo, cercando di chiudere anche gli spifferi, con il 3-5-1-1 di Cosmi che profumava molto di muro di cemento armato davanti a Nicolas. Per la verità nelle prime 2-3 azioni c'eravamo anche illusi di poterli asfaltare in un amen, visto che dopo 100" Pasquato era andato in gol (dopo il palo di Jelenic) ma in fuorigioco, e subito dopo erano piovuti altri due tiri abbastanza pericolosi dalle parti di Nicolas.

Illusione, appunto. Perché poi il Livorno ha iniziato a perdere un po' le distanze, si è aperta una frattura tra la coppia Luci-Schiavone e i quattro attaccanti. Mancava soprattutto l'elastico di Pasquato, che raramente andava a prendersi il pallone. E il Trapani ha iniziato a prendere fiducia, con due-tre ripartenze interessanti ma arginate da buone chiusure di Vergara e Ceccherini.

La scelta di Cosmi era di lasciare spazio a sinistra a Gasbarro, ragazzo che ci dà tanto in fase difensiva ma deve ancora crescere nella spinta. Il tutto mentre dall'altra parte Maicon stava troppo basso, preoccupato del niente visto che nessuno agiva dalle sue parti.

Poi però è arrivato il gol di Jelenic, una palla ben giocata da Pasquato e finalizzata dallo sloveno con un tocco di precisione.

SOTTO IL SEGNO DEL TORO. Ecco, qui si poteva pensare che il copione cambiasse. Uno immagina: loro si sbilanciano un po’ e noi li colpiamo in contropiede.

In realtà il Trapani ha sì provato a spingere, passando al 4-4-2 e diventando più propositivo. Ma il Livorno non è riuscito a ripartire, ad uscire dal guscio. Panucci, un po’ preoccupato, è passato al 4-3-3 rinforzando il centrocampo, con Fedato di nuovo dentro ma ancora indietro a livello fisico (inevitabile) e in difficoltà a trovare il ritmo partita.

In questi lunghi minuti, il Livorno è stato bravo a tenere dietro. Sfruttando anche (va detto) il potenziali offensivo davvero ridotto all’osso del Trapani.

Poi, quando già eravamo pronti agli ultimi 10’ di angoscia settimanale, è arrivato il colpo del ko. Splendido il dribbling di Jelenic che si è bevuto due avversari e ha messo una gran palla in mezzo, eccezionale la scelta di tempo di Vantaggiato che ha anticipato l’avversario sul primo palo firmando il 2-0. Partita chiusa, sospironi di sollievo e via alla cassa per ritirare i tre punti. Era dalla terza giornata (Livorno-Brescia 3-1) che non si arrivava ai minuti di recupero col risultato già in cassaforte. Che sensazione. Ah bene...

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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