Gioco
«Ha chiuso l’arbitro nello spogliatoio», sette mesi di squalifica al ds del Picchi
Livorno, la rabbia di Sauro Brondi contro il direttore di gara sarebbe scoppiata dopo aver subito il gol pareggio. La replica: «Stop giusto ma...»
LIVORNO. Una domenica amara. Dopo la rabbia per aver subito il gol del pareggio a tempo scaduto, pochi minuti di tensione a fine gara costano una lunga squalifica al direttore sportivo dell’Armando Picchi Sauro Brondi. Il dirigente biancoamaranto, personaggio noto nell’ambiente calcistico, dovrà stare fuori dai campi per sette mesi. L’episodio che ha generato lo spiacevole fatto è accaduto al termine della partita giocata domenica 25 ottobre a Banditella tra Picchi e Asta. Dopo essere passata in vantaggio per 2-0, la squadra di Ciricosta si è vista prima dimezzare il divario, quindi ha incassato la rete del 2-2 al 96’. I livornesi, peraltro, hanno dovuto giocare a lungo in 10 uomini per l’espulsione di Torri.
Per quanto riguarda Sauro Brondi, invece, il bollettino parla di “Inibizione a svolgere ogni attività fino al 29/5/2016”, motivandola come segue: “Dirigente non indicato in distinta, a fine gara si avvicinava al D.G. con fare aggressivo offendendolo. Di poi, spingeva l'arbitro dentro lo spogliatoio facendolo quasi cadere a causa del pavimento bagnato e quindi chiudeva i componenti la terna all'interno del locale e per circa due minuti impediva loro di uscirne”.
Ma cosa è successo? Questa la versione del ds biancoamaranto: «Al 90’ eravamo in vantaggio per 2-1 e l’arbitro (Bertini di Lucca, ndr) ha assegnato 4 minuti di recupero, una volta scaduti i quali si è continuato a giocare senza nuove indicazioni e gli avversari hanno pareggiato al minuto 5 e 15’’ di recupero. Sul gol dell’Asta, l’arbitro ha fischiato la fine; avrebbe potuto farlo prima, invece ha fatto il protagonista. Tutto questo va al di là delle nostre responsabilità sul gol subito e dei complimenti all’Asta».
Le proteste scattano inevitabili e Sauro Brondi interviene: «Ho detto quello che pensavo e, una volta dentro lo spogliatoio dell’arbitro, tenevo la mano sulla maniglia per non farlo uscire, visto che fuori c’era tensione. Lui mi ha guardato con un certo sorrisino e io mi sono sentito preso in giro, quindi mi sono fatto sentire. Poi mi sono scusato, ma quando è andato via l’arbitro non ha avuto neanche la buona educazione di salutarmi».
Fatto sta che il Picchi si è preso 250 euro di multa e una lunga squalifica per Brondi. Mano troppo severa? «La squalifica è giusta e io la accetto – dice il ds. Quel che non sopporto è l’arroganza di certi giovani arbitri. Guarderò le prossime partite dalla tribuna e sosterrò comunque la squadra».
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