Gioco
IL PUNTO LASSÙ SI CORRE, ROMA IN TESTA, JUVE BYE BYE
Roma capoccia fa sul serio, non soffre di vertigini: nel giro di una manciata di minuti liquida la pratica Udinese e si riporta al comando riscavalcando l’Inter che martedì nell’anticipo pur faticando aveva battuto il Bologna (provocando l’esonero di Delio Rossi, troppo timido in superiorità numerica, toccherà a Donadoni risollevare i felsinei). Nel turno infrasettimanale a brillare sono (quasi) tutte le squadre d’alto bordo: a Pjanic e Maicon rispondono per il Napoli il Pipita Higuain e Mertens; sul fronte viola, Kalinic, prima con la complicità di Marquez poi da solo, riporta il sorriso alla Fiorentina dopo la settimana più difficile della gestione Paulo Sousa. Frena solo la Lazio, sconfitta in rimonta da un’Atalanta mai doma. Lassù quindi in quattro allungano, corrono, hanno fretta, mentre la Juve arranca, a meno undici dalla vetta, conosce al Mapei Stadium la quarta sconfitta su 10 gare: la punizione disegnata da Sansone non solo punisce Buffon, ma riporta alla memoria dei supporter bianconeri un altro specialista dei calci piazzati, Pirlo, la cui assenza (al pari di quella dei due guerrieri Tevez e Vidal) si sta facendo sentire eccome. D’altra parte, era impensabile che i giocatori della Juve, sazi di quattro scudetti, giocassero tutte le partite al top della determinazione, e questo Sassuolo (volato a quota 18 a fianco della Lazio) non permette cali di tensione. Emblematica l’espulsione di Chiellini, con un secondo giallo beccato in modo ingenuo. L’impressione netta è che per quest’anno sarà durissima per la Allegri band sperare di rientrare in gioco per il tricolore. Il derby di sabato con il Toro (pari rocambolesco con il Genoa), dirà qualcosa di più. Come anche la sfida di San Siro fra Inter e Roma ci sarà raccontare se i nerazzurri, così macchinosi, hanno trovato a Bologna la spinta per ritrovare brillantezza. La Fiorentina, all’ora di pranzo con il Frosinone, e il Napoli in casa del Genoa potrebbero approfittarne. La Lazio avrà invece di fronte un Milan rilanciato: Miha per ora respira.
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