Gioco
Nell’erba finta, il Livorno vero
A Chiavari gli amaranto dominano il match per settanta minuti ma non riescono a segnare
INVIATO A CHIAVARI. Uno orizzontale: cosa ci è mancato per vincere? Risposta, tre lettere. Se ha visto la partita, la indovina anche un bambino di quattro anni. Gol. Ci è mancato il gol. Ci è mancata la capacità di buttare dentro quel benedetto pallone dopo aver quasi dominato per almeno 60-70 minuti, a tratti col possesso di palla, a tratti accelerando.
Il Livorno ha chiuso con 9 tiri in porta, non che Iacobucci sia stato costretto a fare miracoli, però questo dato rende bene l'idea di una partita che il Livorno avrebbe meritato di vincere. Tant'è che alla fine quelli dell'Entella (squadra imbattuta da 5 giornate) erano ben felici di aver strappato il pareggio. E questo, vi garantiamo è un campo difficile, che a tratti (tra sintetico e acqua) sembrava quello del calcio saponato dell'Acquapark di Cecina.
LA PRESENZA DI VANTAGGIATO. Ritrovare il nostro bomber là davanti, pur senza segnare, ha cambiato tutti gli equilibri di squadra. È un giochino semplice il calcio, ci sono dei giocatori che puoi togliere e altri no. Col rientro di Vantaggiato abbiamo già ritrovato il 70% della nostra identità. Ora dateci anche Fedato e Vajushi, poi ne riparliamo.
Peccato perché a Chiavari è mancato proprio il guizzo, la zampata. Ma sotto il profilo del gioco il Livorno ha asfaltato l'avversario. Ottima la difesa, con la coppia Ceccherini-Vergara che ha tenuto come l'acciaio, grazie anche al supporto di Gasbarro e pure Maicon. E’ la seconda partita consecutiva nella quale non subiamo gol, non era mai successo. Splendida la partita di Luci che ha preso per mano la squadra per larghi tratti di partita.
FRECCIA A SINISTRA. Una curiosità tattica. Avevamo due corsie: la destra fatta per spingere con Maicon e Aramu, la sinistra fatta per dare equilibrio con Gasbarro e Jelenic.
E invece cosa salta fuori? Che l'80% delle giocate sono arrivate da sinistra, dove Jelenic è stato bravo a proporsi anche se poi a lui non puoi chiedere l'uno contro uno bruciante negli ultimi 20 metri. Comunque questo 4-2-3-1 con Jelenic è un modulo che in trasferta potrà tornare molto comodo, magari col rientro di Fedato sull'altra corsia.
CINQUE A ZERO. Si è visto un bel Livorno sin dall'inizio, a livello tattico ma anche di intensità. Basti pensare che siamo andati all'intervallo con cinque tiri in porta per il Livorno e nemmeno un passaggino verso Pinsoglio che ha preso solo acqua.
Tra l'altro su questo terreno così scivoloso, ogni conclusione diventava un tuffo al cuore. Il Livorno ha preso in pugno la partita dopo 10' e non l'ha più mollata, grazie soprattutto a Luci, il primo a fare diga davanti alla porta, il primo a organizzare in mezzo al campo, il primo a supportare i quattro davanti. E così è iniziato il tiro al bersaglio verso la porta dell'Entella, quasi tutto conclusioni perché comunque negli ultimi 15 metri era difficile arrivarci con la palla al piede.
Ci hanno provato Pasquato, Vantaggiato, Gasbarro, Jelenic e Aramu e il portiere Iacobucci se l'è cavata senza però mai convincere più di tanto. Fatto sta che all'intervallo lo 0-0 stava stretto al Livorno.
SEMPRE AVANTI. Il copione non è cambiato nel secondo tempo, sempre il Livorno a fare la partita e l'Entella chiusa nella propria trequarti pronta (raramente) a ripartire. Clamorosa l'occasione dopo 11' quando, su cross di Jelenic, Vantaggiato non ha agganciato bene solo in area, con la palla finita fuori tra la disperazione dei 300 tifosi. Che però, due minuti dopo, si sono rifatti con un bel sospirone, quando Sini (sì, il difensore che ha giocato con noi e lo scorso anno era a Pisa) su punizione ha spedito la palla sul palo con Pinsoglio battuto.
Ma la grande occasione per il Livorno è arrivata pochi minuti dopo, un 3 contro 2 che andava finalizzato con cinismo e che invece dopo 3-4 passaggi ha portato Pasquato a un tiro murato dalla difesa.
Poi negli ultimi 20’ il Livorno è un po’ calato, anche perché in mezzo Luci aveva speso i massimi e anche Cazzola aveva ormai il serbatoio delle energie in riserva. Ecco, nel finale sono stati bravissimi i difensori a non commettere errori, a restare compatti, anche col supporto di Jelenic che ha davvero corso per tre.
Torniamo a casa con un po’ di rammarico, ma comunque con la certezza di aver visto un altro Livorno rispetto a Cesena e Crotone. Un Livorno che sta iniziando a riprendere i lineamenti delle prime giornate.
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