Il Tirreno

Livorno

Luiz Adriano, una capocciata scacciafantasmi

di DAVID BIUZZI

Sfatata la maledizione dell’Empoli che blocca ogni punta del Milan dopo un gol agli azzurri

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di DAVID BIUZZI

Una capocciata alla maledizione, una testata per sfatare il tabù e ritrovare il sorriso. Vedevano i fantasmi a San Siro, li vedeva Luiz Adriano.

. Gol agli azzurri. Lui, l’attaccante brasiliano, sembrava l’ultima di una serie di vittime (anche illustri) di una di quelle maledizioni a cui, nel mondo del calcio, spesso si finge di non credere. Quella in sostanza, dell’attaccante del Milan che segna il suo primo gol in campionato all’Empoli e poi si blocca. Per tanto tempo alcuni, per sempre (addirittura) altri. Prima di parcheggiare il Sassuolo e concedere fiato (forse) a Mihajlovic, infatti, l’ex dello Shakhtar aveva timbrato il cartellino al debutto interno, il 29 agosto, decidendo la sfida con gli azzurri col colpo di testa (anche in quel caso) del definitivo 2-1. Poi il buio, con zero reti e prestazioni sempre meno convincenti (tanto da perdere il primo posto prima a favore di Balotelli poi per il cambio tattico imposto dal tecnico). E, come accennato, sulla sponda rossonera di Milano non era l’unico a temere il peggio, anzi...

La maledizione. Come accennato, infatti, sono tante le vittime della maledizione del gol all’Empoli. Nella passata stagione, addirittura, due: Torres fece gol al Castellani e si fermò lì, Destro segnò a San Siro ma non convinse mai. Stessa sorte, in passato, era toccata ad Andreas Andersson (ai tempi in cui c’era Capello e il Milan vinceva i titoli...), che nel campionato 1997/1998 consumò 13 apparizioni in rossonero timbrando solo con l’Empoli. Tutti centravanti, tutti numeri 9. Solo che, si sa, l’abito non fa il monaco e un altro illustre attaccante, pur senza la 9 sulle spalle, era finito imbrigliato nello stesso tabù: Christian Vieri, rossonero nel 2005/2006 con 8 presenze e 1 solo gol all’attivo. Indovinate a chi?

L’eccezione. Come in ogni storia che si rispetti, poi, c’è anche l’eccezione che, finora, confermava la regola. In questo caso bisogna risalire fino al 10 aprile del 1988. Anche allora il Milan vinse con l’Empoli grazie al gol del suo numero 9. Era un giocatore al rientro da un lungo e fastidioso infortunio, un attaccante che in Italia aveva ancora tutto da dimostrare. Quel pomeriggio, a San Siro, decise il match con un missile dalla lunga. Era il suo primo acuto, ma si chiamava Marco Van Basten e di gol, in rossonero, ne avrebbe segnati ancora tanti vincendo tutto quello che c’era da vincere. Palloni d’oro inclusi...

@DavidBiuzzi

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