Gioco
Carrarese, scivolone contro L’Aquila
Infantino raddrizza la situazione dopo il primo vantaggio abruzzese, ma nella ripresa arriva il colpo del ko
CARRARA. Prima sconfitta stagionale e la Carrarese torna con i piedi per terra. Dopo l’avvio scoppiettante di campionato, alimentato da 3 vittorie e altrettanti divisioni della posta, i gialloazzurri inciampano sul terreno dell’Aquila e, conseguentemente, arrestano la marcia trionfale che, già nel derby casalingo col Pisa, aveva subìto un rallentamento significativo anche se in quella occasione l’arbitro di turno ci aveva messo del suo.
Un punto in due consecutive gare, dopo gli undici accumulati nelle prime cinque partite. Un ruolino peraltro non da buttare, ci mancherebbe, ma che, vista la partita in terra d’Abruzzo, deve essere riconsiderato nei termini di un girone di Lega Pro molto più compresso rispetto al precedente e con tante squadre di eguale spessore tecnico e quindi con parametri individuali molto livellati.
Poche le squadre etichettate “materasso” come conferma la classifica nel cui fondo attualmente si trovano club come Savona e Teramo che sono partiti con pesanti penalizzazioni (6 punti ciascuno), ma che stanno risalendo la china.
L’analisi del gioco mostrato dalla Carrarese è facile e difficile, a seconda di quale dei due tempi venga preso in considerazione, partendo dal presupposto che il match di per sè non è stato bellissimo.
Mister Remondina si è affidato al telaio che ha brillato con il Pisa, ma non ha ottenuto gli esiti sperati. Da dire che la Carrarese ha costruito le sue brave occasioni, colpendo anche un palo a inizio ripresa con Gyasi, ma non ha saputo concretizzarle al meglio.
In più, lo svarione difensivo che ha originato il primo gol aquilano: una punizione da ben fuori area calciata in maniera neppure troppo incisiva, la mezza dormita del pacchetto arretrato gialloazzurro e la conseguente frittata.
Un campanello d’allarme che si è poi rivelato foriero della caduta avvenuta una decina di minuti dopo l’intervallo, a seguito di una rara fiammata dei rossoblù di casa, fino ad allora in palese affanno. Carrarese anche sfortunata, è vero, ma “colpevole” di non aver sfruttato al meglio il momento positivo registrato dopo il pareggio firmato da Infantino.
Una sconfitta evitabile, a nostro giudizio, subita a opera di una squadra che si è presentata in campo nello scenario da ultima spiaggia, o giù di lì. Uno stop che non pregiudica più di tanto la classifica, ma che potrebbe danneggiare il morale in vista della nuova trasferta ravvicinata che si delinea all’orizzonte della Carrarese, vale a dire il recupero con il Savona in programma giovedì sera. Un impegno gravoso dopo il già dispendioso viaggio in Abruzzo e che cade tre giorni prima della partita casalinga con il Teramo.
Infine, qualche cenno di cronaca del match con L’Aquila. Schermaglie iniziali e subito il pasticcio che manda in vantaggio i padroni di casa. Dettori si fa vedere (18’) ma il tiro non è granchè. Fase di stanca dal 21’e poi arriva il pareggio di Infantino che precede un altro periodo così così che porta al riposo. Detto del palo di Gyasi (47’), un minuto dopo l’incursione di Infantino (54’), arriva il 2-1 aquilano e, 5 minuti dopo, il solito Triarico sfiora il 3-1. Infine le proteste della Carrarese per due presunti falli in area abruzzese a tempo quasi scaduto.
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