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Luci in ospedale gli amaranto portano il sorriso ai bambini

Gianni Tacchi
Luci in ospedale gli amaranto portano il sorriso ai bambini

Visita degli amaranto nel reparto di Pediatria La gioia del piccolo Nicola: «Natale è arrivato in anticipo»

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Matteo ha 7 anni, è in ospedale da un po’ ma adesso sta meglio. Sorride, salta, finalmente è felice. Gli hanno parlato della visita dei giocatori del Livorno, è emozionato e non sta un attimo fermo per l’attesa. Sono quasi le 16 quando Andrea Luci bussa alla sua porta, nel reparto di pediatria. È accanto alla sua mamma, ma si sta stacca subito e va incontro al capitano amaranto. Con lui ci sono Daniele Vantaggiato, Alessandro Lambrughi, Federico Ceccherini ed Enej Jelenic. «Eccoli!», urla subito. Sì, entrano tutti nella sua stanza e si mettono vicino al suo letto. Luci ha una busta immensa e piena di giocattoli, è pesante e la tiene sulla spalla destra. «Sembra Babbo Natale», scherzano un po’ tutti. E infatti arriva subito il momento dei regali: Ceccherini e Lambrughi prendono un pacco e lo danno al bambino ricoverato, che lo scarta in pochi secondi e trova un puzzle. «Bello! Ora so come passare un po’ di tempo…». Luci gli regala poi il gagliardetto ufficiale del Livorno e una rivista speciale sugli amaranto: altri sorrisi, altre emozioni. E infine il saluto: «Non vedo l’ora di tornare allo stadio e rivedervi, c’ho anche l’abbonamento!», aggiunge Matteo con il nostro inconfondibile accento.

Regali ai bambini. Il giro amaranto di martedì 20 ottobre continua tra le altre stanze, sempre al secondo piano del reparto di pediatria. C’è Filippo, appena operato al setto nasale, che dovrebbe riposare ma si alza un attimo per ricevere il regalo. Poi ci sono i più piccoli: una bambina di tre anni, una di neanche due, uno di pochi mesi. Vantaggiato e gli altri scendono quindi le scale, raggiungendo l’area dedicata all’ostetricia. Lì ci sono i bambini nati da pochissimi giorni, l’emozione è tutta dei nuovi genitori. Luci entra in una sala riservata all’allattamento, bacia una neomamma e le lascia un pacco per quando il piccolo crescerà. «Scusa, ma chi è?», chiede la ragazza al marito con un certo imbarazzo. «Dai, è quello alla Terrazza nella pubblicità di Sky!», risponde. E le risate non mancano. Poi altri bambini, altri regali e altri momenti indimenticabili.

Il Livorno e pediatria. La società amaranto, attraverso questa visita in ospedale, ha così aderito al progetto “Un giorno per la nostra città”, promosso dalla Lega di Serie B. Che ieri ha invitato i 22 club del campionato a organizzare un’iniziativa basata sul sociale, rispettando questo tema: “I bambini, le mamme, le donne: il futuro e i valori da recuperare". Il Livorno ha quindi scelto di andare a trovare i piccoli ricoverati nel reparto di pediatria, al quale è vicino da sempre. «È un onore – le parole di Roberto Danieli, responsabile della neonatologia, affiancato da Elena Wust, coordinatrice delle infermiere – quello tra noi e la società è un rapporto che dura da anni e che va al di là di questa iniziativa lanciata dalla Lega di B. Molti strumenti e macchinari che usiamo ogni giorno sono stati donati proprio dal Livorno, che ha sempre dimostrato grandissima sensibilità nei nostri confronti. Questa è una visita importante per tanti motivi, ma ne voglio sottolineare due: intanto è un gesto di solidarietà che arriva dalla città, visto che la squadra è fortemente radicata nel territorio, poi ribalta lo stereotipo del calciatore poco attento al sociale».

«Siamo sempre a disposizione del nostro ospedale – la conferma di Paolo Nacarlo, responsabile della comunicazione amaranto – questa collaborazione è un onore anche per noi. Ringraziamo il reparto e il primario Fabrizio Gadducci (responsabile del dipartimento materno-infantile, ieri assente per un'urgenza, ndr) per l’ospitalità, torneremo qui tra poco per il classico appuntamento di Natale». Per un sorriso. Emozionati anche i cinque giocatori del Livorno, che hanno passato più di un’ora tra i corridoi del reparto. «Veniamo qui da quattro anni – ha detto Luci – e sì, confermo che torneremo per festeggiare il Natale». «Un bellissimo progetto – ha aggiunto Ceccherini – per me è la prima volta qui, mi sono emozionato davanti ai bambini appena nati». E anche Jelenic ha usato parole simili: «Sono contento di essere stato coinvolto in questa iniziativa, da ripetere sicuramente in futuro». «Io ho una bambina piccola, di circa cinque anni – ha chiuso la giornata Vantaggiato - capisco le ansie e le preoccupazioni di questi genitori. Quando giocavo a Padova, andavo spesso in ospedale con la squadra a trovare i malati. Leucemia, cancro… Ho visto cose forti, pesanti. Oggi abbiamo strappato un sorriso a tanti bambini». Come Matteo, che intanto ha già iniziato il puzzle, pensando a quanto tornerà a vedere il Livorno dal campo.
 

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di Redazione web