Gioco
Il gol? Famolo strano, ma che sia bello
Rovesciate, calci d'angolo, colpi di tacco, tiri al volo: la Serie A è diventata un'esposizione di piccoli capolavori. Massimo Maccarone, attaccante dell'Empoli, ci spiega il segreto
Una volta si campava di pane e catenaccio. Era la prima versione del calcio italiano, quello che ha pure portato a casa le bellezza di quattro mondiali, tanto per essere chiari. Mai come quest’anno, però, il campionato di serie A sta offrendo un’altra immagine. Quasi una sorta di versione 2.0, in sostanza, in cui si segna tanto e si segna bene.
Punizioni che sembrano disegnate col pennello, conclusioni dalla lunga se non da distanza siderale, addirittura calci d’angolo simili a rigori, slalom fra gli avversari come il miglior Tomba e acrobazie di varia natura fino ad arrivare all’immagine simbolo, perché resa immortale da Piola prima e dal Pelé versione attore (“Fuga per la vittoria”) poi: sua maestà la rovesciata. Un repertorio completo, insomma. Gesti tecnici che nascono indubbiamente dal dono naturale dal talento, ma che secondo Massimo Maccarone sono in qualche modo figli anche della tecnologia.
Già, perché Big Mac nel calcio che conta ci naviga da qualche anno e dall’alto delle sue 36 primavere è uno dei testimoni oculati di questo cambiamento in atto. «Si segna di più e più facilmente – spiega l’anima dell’attacco dell’Empoli, capace di rompere il muro della doppia cifra anche nella scorsa stagione – perché negli ultimi anni ci sono difese meno organizzate. O meglio, tutte hanno dei punti deboli e, grazie anche alle immagini tv riprese da ogni angolazione e sempre a disposizione, si cercano e si trovano i punti deboli di tutti. Il resto lo ha fatto un certo cambio di mentalità, che l’Empoli ha sicuramente contribuito a portare avanti negli ultimi anni: oggi anche le piccole non si limitano a difendersi ad oltranza, ma cercano sempre e contro chiunque il modo di andare a colpire, di andare a fare gol».
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Fino a non molto tempo fa, in sostanza, gran parte delle esercitazioni tattiche era destinata alla preparazione e alla cura della fase difensiva. Ora, invece, si studia anche come graffiare e, soprattutto, di portare sempre più uomini sulla linea della palla se non addirittura sopra nella fase di possesso.
Sul fatto che poi queste reti siano sempre più belle, le componenti sono più di una. «Preparando così bene la fase offensiva di una partita – continua Maccarone – scendi in campo sapendo con quali movimenti e in quali posizioni puoi creare problemi ai tuoi avversari e, se la base è questa, diventa più facile provare anche le giocate meno semplici. Fai quello che sai di dover fare, in sostanza, e il resto ce lo mette l’istinto. Per alcuni gol, poi, c’è da considerare l’aspetto dei palloni. Sono sempre più leggeri e se per i portieri diventa difficile leggere bene le traiettorie poi noi attaccanti è un gioco da ragazzi dare potenza alle conclusioni. Anni fa dovevi per forza prenderla bene, ora non è più così ed è un altro motivo per cui ci provi più spesso. Infine, ed è il mio caso ma non solo, l’esperienza di aiuta a capire quando è il caso di azzardare o quando è meglio cercare un compagno».
VIDEO Il gol di Maccarone al Sassuolo
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