Il Tirreno

Livorno

Marquez trionfa, Lorenzo rosicchia 7 punti a Rossi

Marquez trionfa, Lorenzo rosicchia 7 punti a Rossi

Il campione del mondo in carica vince la gara più bella della stagione Impresa di Iannone che doma la sua Ducati e spinge fuori dal podio il Dottore

3 MINUTI DI LETTURA





Ventisette giri senza respiro, con i primi quattro della classifica piloti praticamente bloccati in una gabbia di poche decine di metri: Jorge Lorenzo in testa per quasi tutta la gara, però mai in grado di prendere il largo su Marc Marquez, Andrea Iannone e Valentino Rossi che, nel frattempo, erano protagonisti di una serie infinita di sorpassi e controsorpassi. Con questi presupposti (complici anche le perfette condizioni climatiche), il Gran premio d’Australia di MotoGp non poteva che decidersi nel finale, con i magnifici quattro racchiusi in un secondo e curiosamente divisi per nazionalità: nel duello spagnolo Marquez ha beffato Lorenzo; in quello italiano Iannone ha spinto Rossi giù dal podio.

In ottica Mondiale, con il titolo costruttori matematicamente alla Yamaha, Valentino vede il suo vantaggio sul compagno-rivale assottigliarsi da 18 a 11 lunghezze (296 a 285, con due gare da affrontare) e deve ringraziare Marquez se la perdita odierna si è limitata a 7 punti. Lorenzo, pur essendosi fatto sfuggire la vittoria («alla vigilia non credevo di poter vincere, oggi (ieri, ndr) avevo finito per crederci»), non può che apprezzare l'avvicinamento a Rossi e deve a sua volta ringraziare Iannone. Il quale si è fatto perdonare la vicenda del secondo posto in griglia soffiato ieri al maiorchino sfruttandone la scia. A conti fatti, dunque, il sorriso meno largo è quello di Rossi, confortato solo dai numeri: è pur sempre in testa al Mondiale e con un Gp in meno davanti. Ma a Phillip Island, ammortizzato rapidamente il ritardo del settimo posto alla partenza, non ha avuto la zampata che altre volte gli aveva fatto riscattare del tutto la cattiva qualifica; anzi, ha dovuto subire quella del grintoso Iannone. «Ma il problema non è la Ducati - ha assicurato Valentino - Iannone si sa che è forte nei corpo a corpo. È stato un peccato non salire sul podio, oltre a perdere punti su Lorenzo, perché la moto andava molto forte. Purtroppo, non abbiamo lavorato bene per la qualifica: abbiamo perso tutto il sabato su soluzioni che non hanno funzionato. Poi, in una gara aperta come questa, non so quanto un posto migliore in griglia avrebbe davvero fatto la differenza; ma certamente l’avrebbe fatta dal punto di vista psicologico. Comunque - ha concluso Rossi - ora più che recriminare, conviene guardare avanti: c’è Sepang, altra tappa importantissima, e speriamo di essere veloci da subito».

Esultano appieno, invece, Marquez e Iannone. A Phillip Island lo spagnolo non aveva mai vinto: stavolta ha dominato fin dalle seconde prove libere del venerdì, fino ad aggiudicarsi il suo 50° Gp in carriera, il quinto quest’anno. Il campione del mondo in carica, inoltre, ha consolidato la terza posizione in classifica (-63 da Lorenzo e +34 su Iannone), confermando che non cederà lo scettro senza dire la sua. «Stiamo lavorando sodo e i risultati arrivano - ha sottolineato il pilota della Honda, sempre alle prese con i postumi di una frattura a una mano - Abbiamo imparato molto, ora vediamo di chiudere bene l'anno». Iannone, infine, può essere incoronato come vincitore morale. Uscito indenne dalla collisione con uno sfortunato gabbiano, il pilota della Ducati ha proceduto nonostante un vistoso foro sul cupolino che, evidentemente, non ne ha compromesso del tutto l'aerodinamica. Tanto che, a tre giri dal termine, si è potuto permettere uno spettacolare doppio sorpasso ai danni di Marquez e Rossi. «Sono felice di aver combattuto alla pari con i migliori - ha commentato il 26enne di Vasto - Questo anche grazie a un lavoro grandioso del team. Abbiamo fatto un’ottima gara e non era scontato: dobbiamo continuare così».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web