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Panucci all’attacco: «Non roviniamo questo giocattolo»

Fabrizio Pucci
Panucci all’attacco: «Non roviniamo questo giocattolo»

Livorno, e poi l’allenatore amaranto lancia una frecciatina alle favorite: «Con lo stipendio di Storari ci facciamo tutto il campionato»

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LIVORNO. Altro che dimissioni! Come previsto Christian Panucci a lasciare non ci pensa nemmeno. Anzi. Raddoppia. La sua attesissima conferenza stampa è un tackle pulito, da difensore leale. Non vuole far male a nessuno. Semmai intende proteggere la squadra dalle pressioni esterne. Dopo aver morso il freno per due giorni il tecnico ligure è un fiume in piena: «Questa volta parlo io – dice subito – perché ci sono alcune cose da mettere a posto perché avverto una negatività ingiustificata». 

Amaranto fino alla morte. A dare la stura ai pensieri del tecnico sono state le accuse del presidente, ma Panucci ha incassato i colpi senza reagire in modo scomposto: «Conosco Spinelli da 25 anni. Nutro il massimo rispetto per lui, ma le sue parole non mi hanno creato alcun problema e non hanno distolto di una virgola la mia attenzione dal mio lavoro. Vuole vincere? Io di più e farò di tutto per renderlo felice. Per me quella di fare risultato è diventata un'ossessione. Dimissioni? Mai. Sono l'uomo più felice del mondo ad allenare il Livorno e intendo difendere la panchina fino alla morte».

Equilibrio ed orgoglio. Panucci si emoziona quando parla dei suoi ragazzi: «Un mese fa non ci considerava nessuno e nella griglia di partenza ci davano per noni o decimi. Poi abbiamo avuto la “sfortuna” di vincere 4 partite di fila e sono saltati gli equilibri e forse anche gli obiettivi». Il tecnico di Savona specifica: «D'accordo con il presidente, a giugno decidemmo di puntare su giovani di qualità. Obiettivo? Dar fastidio alle prime otto. E mi pare che lo stiamo facendo, siamo a tre punti dal Cagliari, considerata l’“ospite” in serie B e il cui portiere Storari guadagna - da solo – più di tutti i nostri giocatori messi insieme. Punto e basta». Sviscera la questione, Panucci: «Sono fiero dei miei ragazzi. Li coccolo e li proteggo dalla pressione. Se qualcuno pensava che dopo 7 giornate avremmo avuto 21 punti è fuori strada. Se perdiamo di vista la realtà ci facciamo del male e roviniamo il giocattolo».

L'obiettivo della stagione. È incontenibile Panucci: «Se in estate avessimo progettato di vincere il campionato, allora avremmo preso giocatori diversi: trentenni esperti che alla prima occasione fanno gol e tanti figli di buona donna. A quel punto mi sarei giocato tutto lo stipendio sulla promozione. Questo non significa che i nostri sono scarsi. Anzi: tutt'altro. Sono felice della squadra che ho, perché la volevo proprio così. Il ds Signorelli ha fatto un grande lavoro portando a Livorno ragazzi dal valore assoluto che stanno facendo cose egregie. E non è detto che non riusciamo a stare lassù con questi giocatori, ma tengo a ribadire che i giovani nel loro percorso di crescita possono sbagliare e per rimediare c'è una sola medicina: il lavoro, la parola che nel mio vocabolario viene prima di vincere. Adesso dobbiamo essere seri, concentrati e tutti uniti».

Pregi e difetti. Il tecnico amaranto tira fuori un pezzo di carta pieno d'appunti: «Siamo la squadra che – statistiche alla mano – mantiene il baricentro più alto della serie B e che pratica un calcio coraggioso, quello più propositivo partendo da dietro. E per età media siamo la terza più giovane del campionato. Abbiamo qualche problema in difesa – gli altri contro di noi hanno una percentuale di realizzazione del 60% – e questo mi toglie il sonno, ma stiamo lavorando per migliorare. Però ho visto che con noi lo Spezia ha fatto due tiri in porta e a Cesena abbiamo preso il rigore da fallo laterale. Nessuno ci ha mai messo sotto. Con l'Avellino il dato dei tiri in porta dice 16-4 per noi. Nelle ultime tre partite sono mancati i risultati, non le prestazioni». E dire che siamo in emergenza da settimane: «Sfido il Bari a fare gli stessi risultati senza De Luca o Maniero. O lo Spezia privo di Catellani e tutto l'attacco. Ah, quasi dimenticavo: ci manca pure Emerson in difesa. Se gli togli Neymar, Suarez e Messi, soffre anche il Barça. Noi nonostante tutto siamo nella mischia. Quindi stop alle pressioni e avanti tutti insieme».

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di Redazione web