Gioco
Uomini e modulo: ecco la rivoluzione forzata del Livorno
Contro l’Avellino fuori le tre punte, Calabresi e Maicon Si pensa al 4-3-3 col ritorno di Biagianti a centrocampo
LIVORNO. Squadra che vince, non si tocca. Eh si... magari. O “magara” come direbbe Carletto Mazzoni. Avrebbe pagato di tasca sua Panucci per dare continuità al Livorno che aveva asfaltato il Pescara, rimontato il Como, affondato il Brescia e liquidato la Ternana: una squadra sicura e frizzante, disegnata con un 4-2-3-1 che regalava solidità e tanta fantasia là davanti.
La sfortuna però ci è andata giù pesante, e in un colpo solo il Livorno ha perso non uno ma tre dei suoi uomini cardine. Di cui uno (Vantaggiato) probabilmente insostituibile, più che altro perché con caratteristiche ben diverse da Comi e Bunino.
E così adesso Panucci deve stravolgere i suoi piani, cambiare le carte in tavola e disegnare un nuovo Livorno.
Sei assenti. Ricapitoliamo: domenica contro l’Avellino mancheranno sei giocatori. Uno di lungo corso ovvero Emerson, tre infortunati molto pesanti cioè Vantaggiato, Fedato e Vajushi, più due convocati in nazionale che sono Calabresi (under 21) e Maicon (under 21 brasiliana).
Mezza squadra. Se Panucci organizza un 6 contro 6, difficilmente questi perderebbero.
Spazio al 4-3-3. È chiaro che adesso Panucci deve cambiare gli uomini e pensa a cambiare il modulo. Perché il 4-2-3-1 era nato per non disperdere la tanta qualità là davanti. Andare a dritto vorrebbe dire schierare Jelenic davanti e non avere in panchina neanche una soluzione alternativa.
Il tecnico lo sa bene e l’ha già sperimentato a Cesena. Per questo sta pensando di passare al 4-3-3, modulo comunque abbastanza offensivo ma che irrobustisce un po’ la squadra in mezzo.
Alternative? Il 4-4-2, con esterni Aramu e Jelenic e davanti la coppia Pasquato-Comi. Ma è ipotesi abbastanza remota.
Biagianti e Comi. Il nome nuovo può essere Biagianti, che ha già giocato diverse spezzoni e che tatticamente può giocare benissimo nel 4-3-3 in un reparto completato da Schiavone (al centro) e Luci (centrosinistra). Il tutto con Cazzola alternativa, anche per una questione di benzina nelle gambe.
Di punta toccherà a Comi. Perché al momento più pronto di Bunino (ma occhio, questo ragazzino ha stoffa) e perché domenica si gioca contro l’Avellino, sua ex squadra.
I due terzini. I guai sono anche in difesa, perché senza Calabresi e Moscati, manca un terzino destro. Il nome più logico è quello di Moscati, finito un po’ nel dimenticatoio per varie ragioni, ragazzo che si sa adattare bene in questa posizione. Alla prima giornata ha giocato a destra (e bene) Morelli che è l’unica alternativa.
Altre tre in nazionale. Resta il fatto che questa settimana Panucci dovrà preparare la partita parlando con pochi intimi. Roba da calcetto. Perché oltre ai già citati, ieri erano assenti pure Palazzi, Aramu e Gasbarro, tutti impegnati con la nazionale under 20.
Uomini contati e possibilità di preparare il match con l’Avellino, ridotta al lumicino. Passerà. Speriamo in fretta.
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