Il Tirreno

Livorno

Pisa, una vittoria gettata alle ortiche

di Antonio Scuglia

I nerazzurri, in vantaggio di due gol, frenano troppo e si fanno rimontare dal Santarcanelo specialista in pareggi

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PISA. A Santarcangelo di Romagna si vede un bel Pisa per 45 minuti, anzi 46. Due gol di vantaggio quando l'arbitro aveva già il fischietto in bocca per chiuder il primo tempo sono un viatico importantissimo. Ma un episodio curioso porta al 2-1 e i nerazzurri vanno in bambola, consentendo al Santarcangelo di centrare nella ripresa il quarto pareggio in altrettante gare. Il signor Rossi di Rovigo aveva assegnato un minuto di recupero, nel corso del quale il portiere pisano Bacci si scontra col compagno di squadra Polverini. Il gioco prosegue, poi il direttore di gara lo interrompe per verificare le condizioni di Polverini. La panchina dei romagnoli si infuria e Rossi per compensare allunga il recupero. Solo che il Pisa aveva ormai la testa negli spogliatoi, e nell'ultimo assalto De Vena, appostato sul secondo palo su un cross da sinistra, prima tira addosso a Bacci ma poi raccoglie la corte respinta e insacca.

BUON INIZIO. Peccato perché il Pisa (schierato col 4-4-2 perché manca Di Tacchio, con Mannini esterno destro a Starita sula mancina; in difesa dentro Fautario al posto di Golubovic, ma sulla fascia destra) era partito benissimo e dopo soli 3' si era portato in vantaggio con una rasoiata dal limite del giovane Starita. Al 36' il gol che poteva e doveva chiudere i conti: una precisa punizione di Mannini da fuori non lasciava scampo a Nardi. La reazione avversaria era stata modesta: Santarcangelo pericolosissimo appena dopo aver subìto lo 0-1, ma poi si era sgonfiato e il Pisa in mezzo al campo controllava bene la gara lasciando agli avversari solo conclusioni da fuori e poco altro.

SERBATOIO VUOTO. Nella ripresa il Pisa potrebbe comunque gestire il vantaggio, ma cala fisicamente, pagando più del dovuto lo sforzo del primo tempo e il terreno pesante. Così l’undici nerazzurro si fa mettere sotto dagli avversari, che prima si vedono annullare il gol del pareggio in mischia per fuorigioco (peraltro netto), e al 20' lo realizzano ancora con De Vena, sfruttando un errore difensivo dopo un'azione di Guidone. E’ inutile girare intorno al problema: la personalità non puoi farla vedere se le gambe non girano. E si sapeva. Spiega a fine gara Fabrizio Lucchesi: «Abbiamo fatto degli errori, ma il problema vero è che non abbiamo la condizione fisica e atletica per portare in fondo la partita. E questo influisce sulla testa. Io mi ero illuso di essere un po’ più avanti, ma oggi abbiamo trovato una squadra più agguerrita dell'Arezzo».

CORRETTIVI. Gattuso lo sa e lo vede: nella seconda metà della ripresa mette in campo forze nuove e annulla con e tre sostituzioni il gap fisico favorevole agli avversari, ma il Santarcangelo è ben disposto in campo e vanta una forma atletica invidiabile. Il danno era ormai fatto: quando c’è da combattere il Pisa lo sa fare (pensiamo al secondo tempo di Arezzo), ma quando bisogna restare concentrati e “cattivi” per gestire la partita qualcosa manca e il tecnico dovrà trasmetterlo nelle vene dei suoi giocatori a costo di fare il donatore di sangue.

GIUSTO COSÌ. Alla fine il 2-2 è giusto. Il tasso tecnico è indubbiamente superiore in campo nerazzurro, ma nel calcio ci sono anche le gambe e quelle contano, eccome. Il Pisa ha bisogno ancora di 2-3 settimane per avere una forma fisica accettabile, ma già evitare alcuni errori visti a Santarcangelo può portare a un miglioramento immediato. Ora arriva untittico di partire in una settimana: sabato il derby casalingo con il Tuttocuoio (Arena Garibaldi ore 17,30), il mercoledì successivo la trasferta di Teramo (ore 15), la domenica dopo la trasferta di Carrara.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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