Gioco
Il Livorno vede solo fantasmi
Anche Vajushi ko (distorsione al ginocchio), il Cesena fa la partita e vince su calcio di rigore
INVIATO A CESENA. Nata male e finita peggio. Quale definizione migliore per questo Cesena-Livorno? Il giovedì si rompe Fedato, il venerdì si fa male Vantaggiato, il sabato si spezza Vajushi. E poi, tanto per non farci mancare niente, ko di misura su un rigore arrivato addirittura da rimessa laterale.
Si dirà: tutto giusto, però il Livorno ha fatto pochino… Anche questo è vero, il Livorno ha avuto periodi di black out difensivi (sugli esterni) preoccupanti e il portiere Gomis non ha nemmeno sudato. Ma un'analisi deve essere lucida non può prescindere dal fatto che questa squadra è stata costruita per far gioco e far paura agli avversari grazie a "re" Vantaggiato e agli alfieri Fedato, Pasquato e Vajushi: di quattro, ne è rimasto uno solo in campo. E comunque il Cesena è squadra allestita per andare in serie A, e alla resa dei conti ha vinto 1-0 su rigore. Insomma, non buttiamoci troppo giù e non iniziamo coi soliti alti e bassi: ieri campioni del mondo, oggi brocchi. Sennò non si va davvero da nessuna parte.
PANUCCI E IL BALLO LENTO. Ecco, casomai un rimpianto c'è perché Panucci la partita l'aveva letta bene. "Il Cesena gioca con un ritmo infernale, noi dovremo girare la palla velocemente. Se siamo lenti, ci attende una giornata di guai" aveva detto venerdì . E invece a lungo il Livorno ha fatto il contrario: passaggini prevedibili se non retropassaggi, poca profondità, poca capacità di ripartire. Kessie e Sensi sono stati calabroni sempre a ronzare intorno a Schiavone e Luci, togliendo ai due registi amaranto la possibilità di impostare. Bunino è rimasto ben presto intrappolato, l'unico che dava un po' di qualità al gioco era Pasquato. Troppo spesso ci siamo allungati, lasciando praterie in mezzo. Per come si sviluppava la partita, forse era meglio avere 3-4 tagliagole in mezzo al campo ma non è che ci si può snaturare a ogni cambio di vento.
VENTI MINUTI D'ANGOSCIA. Siamo affondati dopo aver preso il largo e avere resistito al libeccio dei primi minuti. Perché davvero c'è stato il rischio di andare a picco appena usciti dal porto. Atteggiamento molle, ritmi bassi, grosse difficoltà nei primi 20' anche solo a uscire dalla nostra metàcampo. E a lungo, in quegli attimi, ci siamo chiesti il perché di Tonci Kukoc lanciato dall'inizio proprio nel giorno in cui dall'altra parte c'è uno come Ragusa. Una volta ci ha salvato il palo (proprio su Ragusa), almeno 3 volte ci ha salvati invece Pinsoglio su Garritano (in due occasioni) e Mazzotta.
Per assurdo, l'uscita di Vajushi (botta alla caviglia in uno scontro con Capelli) ha dato un pizzico in più di equilibrio visto che Jelenic scendeva ad aiutare. E pian piano il Livorno si è assestato, anche se Luci e Schiavone facevano sempre fatica ad alzare i ritmi: mancava il passaggio di prima e mancava la possibilità di pensare, perché quelli del Cesena ti aggredivano dopo mezzo secondo.
RAGUSA E IL RIGORE. I guai sono riaffiorati nella ripresa appena Drago ha spostato Ragusa sull'altra corsia, dove c'era Calabresi. Proprio mentre il Livorno se la giocava alla pari, il Cesena ha iniziato ad affondare come lama nel burro sulla nostra fascia destra. Anche se per assurdo il patatrac è arrivato da una rimessa laterale, con fallo di Ceccherini su Molina (anche se prima c’era un mezzo fallo fuori area ai danni del difensore). Dal dischetto Sensi (il migliore) non ha sbagliato.
A quel punto pareggiarla è sembrata impresa titanica, anche perché non avevamo mai tirato in porta. E abbiamo continuato a non tirarci, anche perché (lo ripetiamo) là davanti mancava qualità.
Ora bisogna recuperare Fedato e Vantaggiato in fretta. Poi se ne riparla.
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