Il Tirreno

Livorno

Basket, accuse alla Labronica il presidente: «Rubare bimbi? Loro se ne vanno...»

Il presidente della Labronica Maurizio Bianchi
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Il presidente della Labronica Maurizio Bianchi

Parla Maurizio Bianchi, presidente Labronica. «Il nostro è un progetto serio. E con Pardini andremo alla giustizia ordinaria»

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LIVORNO. Il botta e risposta prosegue, senza soste. Perché ognuno – giustamente – vuol dire la sua. E così, dopo la conferenza stampa di martedì a casa Libertas Liburnia e del sondaggio fatto tra tutte le società livornesi che svolgono attività giovanile di basket, giovedì primo ottobre è stata la volta del presidente della Labronica Basket, Maurizio Bianchi, che in questi giorni sta continuando a ricevere, soprattutto online nelle varie pagine Facebook, decine di messaggi. «A volte l'orgoglio di un presidente non è alimentato da vittorie, numeri o sponsor; a volte un presidente si può inorgoglire anche guardando i commenti di genitori e followers come in questo caso…».

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Maurizio Bianchi, ma un “polverone” simile a Livorno non si era mai visto…

«Vero, ma neppure l’entrata di una società con idee tanto chiare; fino a due anni fa, dall’esterno, scrutavo un basket livornese statico e dove ognuno continuava a coltivare il proprio orticello. Senza innovazioni, senza stimoli, senza entusiasmo. La Labronica questo ha fatto, si è inserita con passione e utilizzando le risorse, oltre che sugli aspetti tecnici, anche sulla pubblicità e sul marketing. E dal settembre 2013 al settembre 2015 – spiega Bianchi – siamo passati da 13 a 217 bambini».

Qui si parla addirittura di squadre intere traslocate dalla Libertas alla Labronica. Ma è possibile quantificare il tutto con qualche dato preciso?

«Preferisco parlare di gruppi e non di unità; di loro spontanea volontà 4 gruppi, 3 minibasket e uno in procinto di passare all’attività agonistica, ci hanno chiesto un incontro fermi della convinzione di cambiare società, in quanto la precedente non avrebbe potuto garantire loro ciò che, invece, gli abbiamo offerto noi. Ma potrei portare anche l’esempio del Don Bosco che, per ammissione del responsabile tecnico organizzativo del settore giovanile Andrea Da Prato, proponendo da un punto di vista tecnico e organizzativo uno dei prodotti migliori sulla piazza, non ha mai avuto problemi con esodi né di atleti né di istruttori».

 

Però la Libertas l’ha accusa pure di “corteggiare” le famiglie telefonando a casa… Anche altri l’hanno confermato.

«Una società che vanta coach del calibro di Alessandro Fantozzi, Antonini, Volpi, Bonciani, Patti, Simone e tutta una schiera di professionisti e preparatori fisici non ha bisogno di contattare nessuno. E poi il progetto Academy – il primo a Livorno – è un valore aggiunto non da poco…».

Coach Pardini – nel mese di maggio – ha inviato una segnalazione alla Fip e al Coni sul comportamento della sua società; in merito, avete ricevuto qualche avvertimento dagli organi competenti?

«Sapevo dell’esistenza di tale comunicazione, ma ad oggi non ho ancora ricevuto né ammonimenti né richiami».

E l’accusa di abbassare i prezzi per portare via bambini?

«Anche io sono un babbo di un bambino che gioca a basket e non nella Labronica, quindi credo di poter affermare che i genitori sono abbastanza intelligenti da non farsi abbindolare da prezzi e offerte; assicuro, inoltre, che 200 euro per gruppi di 15 bambini bastano e avanzano non solo per coprire le spese di gestione di quel singolo gruppo, ovvero palestra, istruttore, complimento, luce e acqua calda, ma rimane qualche decina di euro. E nei 200 facciamo rientrare anche una proposta formativa che prevede spesso almeno 3 istruttori».

Nei giorni scorsi ha dichiarato che agirete per vie legali; siete sempre di quest’avviso?

«Assolutamente sì, abbiamo inoltrato tutta la documentazione necessaria alla Procura Federale della Fip di prendere direttamente provvedimenti nei confronti di un tesserato (Pardini, ndr) e chiedendo l’autorizzazione ad agire con la giustizia ordinaria per diffamazione aggravata a mezzo di organi informazione».

 

Ma parlando di basket, qual è il vero obiettivo della Labronica?

«Quello di far crescere i nostri bambini e tutte le nostre bambine all’interno di un percorso formativo di estrema qualità che li porterà ad affrontare il basket e la vita da protagonisti e a testa alta; a livello societario il traguardo è, nel giro di alcune stagioni, coprire tutti i campionati giovanili d’Eccellenza, senza trascurare l’ambizione della prima squadra seguendo il modello Don Bosco. Sarebbe bello, un giorno, vedere i talenti livornesi giocare in una squadra cittadina nel basket di alto livello e non vederli fuggire verso altri lidi».

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