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«Con Spinelli? Un’estate di tanti insulti»

«Con Spinelli? Un’estate di tanti insulti»

Christian Panucci rivela alcuni retroscena durante il reportage registrato al Coni: ma sono riuscito a strappare tanti sì...

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LIVORNO. Nell’era Spinelli, Christian Panucci è forse il tecnico che ha avuto il maggior peso nel costruire la squadra.

«È stata un’estate di insulti», la conferma scherzosa della guida amaranto, che poi ha raccontato come sono andate alcune trattative: «Chiamavo spesso il presidente per chiedergli di prendere un giocatore: prima si arrabbiava e mi diceva “no”, poi “vediamo”, ma alla fine sono riuscito a strappare tanti “sì”. Beh, come quando i bambini vogliono qualcosa dai genitori… Battute a parte, la società ha costruito una rosa importante. Sono arrivati tanti giovani di qualità, poi ho alcuni ragazzi di esperienza: è un mix interessante, credo che la nostra strada sia giusta. Ci sono 5-6 squadre più attrezzate di noi, ma proveremo a dare fastidio a tutti».

Qualità e corsa. Panucci ha parlato durante il Road show di Sky, che ieri mattina si è fermato al centro Coni di Tirrenia per presentare l’offerta sulla Serie B, compresa nel pacchetto Calcio: un’esclusiva per questa e per le prossime due stagioni, una novità assoluta per la pay tv.

Il tecnico amaranto è poi tornato sulla campagna acquisti, basata sui giovani di talento: «È stata una scelta precisa. Sono arrivato qui lo scorso marzo, trovando un gruppo esperto ma con poca qualità. L’unico giocatore in grado di saltare l’uomo era Siligardi: perso lui per infortunio, abbiamo iniziato a fare fatica. E non siamo riusciti a entrare nei playoff. Quest’estate abbiamo inserito tanta qualità: Fedato, Schiavone, Aramu, Palazzi… Altre società, come l’Avellino, hanno invece preferito puntare sull’esperienza. Così è nato un campionato interessante, migliore rispetto all’ultimo».

L’altro aspetto fondamentale, per Panucci, è la preparazione fisica.

«Oggi, senza i valori tecnici e la corsa, non vai da nessuna parte. Sì, anche in Serie B. Pensate che Calabresi, arrivato dopo una settimana di ritiro con la Roma, mi ha detto: “Mister, ma quanto si corre qui?”. Io non credo molto nel modello Barcellona, nel tiki-taka. Nel calcio moderno bisogna correre, correre e correre. Poi lo ripeto, serve la qualità. Cagliari favorito? Sicuramente, poi vedremo sul campo».

A pranzo con Tassotti. Dopo le prime quattro vittorie, che hanno sorpreso tutti, è arrivato lo stop con lo Spezia.

«Una sconfitta immeritata – ha detto l’ex collaboratore di Capello – che fa male proprio per come è arrivata. Noi abbiamo creato e perso, loro hanno segnato e vinto. Al 35’ della ripresa tutti pensavano a un successo del Livorno, io compreso. E invece… Questa è la terza squadra più giovane del campionato, è normale pagare dazio qualche volta».

Adesso la trasferta di Cesena. «È una partita importante per la nostra crescita – la chiusura dell’ex difensore della Roma – voglio vedere la reazione di questi ragazzi dopo la prima sconfitta. Vantaggiato? Sta bene, dovrebbe essere tra i convocati».

Panucci, dopo l'incontro con Sky, ha pranzato con Mauro Tassotti, ora osservatore dei giocatori del Milan in prestito e per una vita secondo della formazione rossonera.

Era qui per Comi, negativo con lo Spezia, e Vergara, che non si è ancora visto. Ma qualche rossonero ha ripensato al 4-0 sul Barcellona, a quella finale di Champions del ’94…

Gianni Tacchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web