Gioco
«LaDronica? Errore di battitura»
Parla il coach Pardini che sul resto non fa passi indietro: fanno pressioni e portano via i ragazzi
LIVORNO. Non un passo indietro. Il giorno dopo l'esplosione dell'affaire Labronica-LaDronica, coach Gabriele Pardini non fa alcuna concessione allo smorzamento dei toni. Anzi una sì, dichiarando che il termine “LaDronica” uscito nel suo post pubblicato (e poi anche condiviso da altri) su facebook è dovuto a un refuso, a un mero errore di battitura.
Per il resto non cambia di una virgola o quasi il senso della sua uscita, quella che ha messo a rumore il basket livornese facendo passare in secondo piano tutto il resto, risultati delle squadre compresi. «Da tempo – dice – la Labronica fa una politica di acquisizioni, chiamiamole così, che definire aggressiva è poco. Telefonano a casa ai ragazzi, propongono sconti sulle quote, fanno pressioni di ogni tipo per indirizzare le scelte delle famiglie. Un conto è la concorrenza, un conto è la concorrenza sleale».
Su questo argomento, chiaramente, ci sarà ora da attendere la replica della Labronica. E magari capire se usciranno allo scoperto (o meno) anche altre società livornesi.
Poi Pardini sposta il mirino sul fenomeno basket a Livorno, sempre nell’ottica di ciò che ha scritto. «Un'altra cosa che vorrei precisare - sottolinea il coach della Libertas - e cioè che io ho scritto che a Livorno il basket è Libertas e Pielle, ma ovviamente riferendomi a un discorso di tifo. Non ho detto che il basket è “solo” Libertas e Pielle: non mi sarei mai permesso di omettere il fatto che il Don Bosco è la prima realtà cestistica della città e il lavoro che portano avanti Meloria e Us Livorno».
Ammetterà però che le sue sono state parole forti...
«Ripeto, mi scuso solo per il refuso, per l'errore di battitura che ha fatto uscire una parola che non era la mia. Non verrò creduto? La gente crede a quello che vuole credere. Per il resto rivendico il mio diritto a esprimere delle opinioni. I metodi della Labronica comunque sono stati da tempo da noi segnalati agli organi federali e al Coni. Vede, se uno lavora male può darsi che perda 10 ragazzi, ma se ne perde 80 vuol dire che c'è sotto dell'altro»
Un'ultima cosa. Lasciando perdere il merito della questione, non crede che l'uscita sia stata intempestiva, così a poche ore dall'inizio della partita della prima squadra?
«Io di questa società non sono solo l'allenatore, sono una sorta di factotum. Mi sono sentito molto coinvolto da questa storia dell'esodo dei ragazzi - conclude Gabriele Pardini - , anche perché ero io che avevo seguito in prima persona il rapporto con Labronica che all'inizio era stato di collaborazione, tanto che avevamo prestato loro due gruppi affinchè potessero fare il campionato di serie D».
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