Gioco
Allarme rosso sull’Armando Picchi: «Lo stadio presto sarà inagibile»
Livorno, La proposta del direttore amaranto Paolo Armenia: serve subito un nuovo impianto, inutile ristrutturare come ha detto il sindaco Nogarin
LIVORNO. L’allarme suona da anni, ma adesso è diventato un rumore così forte da non poter essere ignorato. E c’è la necessità di intervenire, di non restare fermi davanti ai soliti discorsi. Le condizioni dell’Armando Picchi sono sotto gli occhi di tutti: settori a pezzi, crepe sui muri, infiltrazioni… Senza dimenticare i buchi di questa stagione, dallo spicchio amaranto della curva Sud (chiuso per lavori) alla parte destra della Nord (non agibile).
«Questo è un tasto dolente – ha detto Paolo Armenia, il direttore generale del Livorno – è una questione di difficile risoluzione. Ci sono soprattutto problematiche a livello di sicurezza, che non possono essere trascurate. Lo stadio, tra un anno, rischia veramente di non avere più i requisiti per la Serie A e la B. E questo sarebbe un grosso problema per tutti. Ci sono standard che vanno rispettati, purtroppo l’Ardenza è carente sotto tanti punti di vista. No, non possiamo più stare fermi».
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Livorno-Comune, idee diverse. Le parole del dg amaranto sono arrivate a una settimana dall’intervento del sindaco Filippo Nogarin, che sul suo diario di Facebook aveva lanciato un’idea sul Picchi, chiedendo aiuto a tutta la città per ristrutturarlo: «La proposta - è il contenuto del post - è quella di un dibattito aperto, informale ma serio e determinato, per tirar fuori un progetto sullo stadio. Dobbiamo assolutamente intervenire sul glorioso Picchi. E per questo voglio coinvolgere la società, i club, i semplici tifosi, gli imprenditori e i professionisti che hanno il Livorno nel cuore». Ma Armenia non è d’accordo con il sindaco, vede le cose in modo diverso: «Io non credo che questa sia la strada giusta. Per ristrutturare lo stadio servirebbe una cifra altissima, ci sarebbero tante cose da sistemare. Secondo me sarebbe corretto pensare a costruire un’altra struttura, anche se conosco benissimo sia la situazione che le varie problematiche».
Il progetto della Lega. Una mano potrebbe arrivare dalla Lega di B, che tre anni fa ha lanciato la piattaforma B Futura. Si tratta di un canale dedicato allo sviluppo delle infrastrutture, un punto di riferimento per chi vuole realizzare uno stadio nuovo oppure riqualificare quello già esistente. Sono sei le società che attualmente viaggiano su questa strada: Frosinone, Cagliari, Pescara, Avellino, Cittadella e Varese. «Abodi è stato anche qui – ha proseguito Armenia durante la tappa livornese del Road show di Sky, ieri al centro Coni di Tirrenia – abbiamo parlato di alcune cose, ma prima di tutto serve uno studio della fattibilità, che è la base per partire. Quello dello stadio è un percorso che deve iniziare».
Il futuro. Il messaggio implicito del Livorno è quello di coinvolgere l’amministrazione, che ovviamente è al centro di tutti questi discorsi. Spinelli ha 75 anni, pensa a tutto tranne che a costruire un secondo impianto in città. La prospettiva di un’altra proprietà non è così distante, quindi tocca soprattutto al Comune valutare attentamente le cose. «Il presidente – la chiusura del direttore generale amaranto – non riesce a vivere senza il calcio, ma non può continuare così per sempre. Vuole lasciare il Livorno in mani sicure, quindi sta cercando un gruppo serio e affidabile». Che dovrà occuparsi subito dello stadio.
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