Gioco
La Pielle è corsara, Biancani e Sidoti matano Fucecchio
LIVORNO. Quando il gioco si fa duro. Frase abusatissima, che ogni tanto non guasta rispolverare. La Pielle viene da tre sconfitte consecutive (due al Città di Livorno, l'altra nei quarti di Coppa),...
LIVORNO. Quando il gioco si fa duro. Frase abusatissima, che ogni tanto non guasta rispolverare. La Pielle viene da tre sconfitte consecutive (due al Città di Livorno, l'altra nei quarti di Coppa), Fucecchio gioca in casa e ha un roster infinito, nel quale il nono uomo messo fra le triglie potrebbe giocare una ventina buona di minuti a partita, almeno finchè non rientrerà Capobianchi.
In più c'è pieno di livornesi, Malandra in panchina e Cappa, Melosi e Stolfi in campo. Insomma una specie di derby. Ma di derby se n'è già perso uno e per qust'anno può bastare deve aver pensato Giuliano Biancani convincendo dell'assunto anche tutti gli altri. Pronti via e la Pielle schizza dai blocchi senza alcun timore reverenziale, trainata dal suo bomber e in pochissimo tempo mette fra sé e la titolata avversaria un vantaggio in doppia cifra, mantenuto, quando più, quando meno, per tutto l'incontro.
Di là ci prova Stolfi, il martello di via Roma, a rimettere le cose nei binari della logica. Ingaggia con Biancani un duello rusticano fatto di bravura e di triple che alla fine li vedrà in perfetta parità a quota 29. E allora la differenza la fanno le altre cose: l'organizzazione di Marco Mori, che accetta il rischio della zona per proteggersi dai falli e non sbaglia un cambio che è uno, l'intensità della squadra, Checco Sidoti, il vero assassino silenzioso della partita che segna 18 punti quasi senza farsene accorgere col 70% dal campo (con l'aggiunta di 8 rimbalzi) e la doppia doppia di Lorenzo Fantoni (12 punti e 14 rimbalzi di cui 7 offensivi) un ragazzo che finora a questi livelli aveva giocato solo spiccioli di partite e che a aprile sotto la guida di Mori potrebbe essere un altro giocatore.
Senza contare Dell'Agnello, tre allenamenti alle spalle e in palese ritardo di condizione fisica ma già in grado di fatturare 13 punti, non noccioline. Limitate al minimo sindacale ingenuità e palle perse, pagato il consueto tributo alla voce tiri liberi (21 su 34 contro l'eccellente 22 su 25 dei padroni di casa), il risultato alla fine va persino stretto alla Pielle, avanti di 10 a mezzo minuto dalla fine della partita.
Incredibile? Forse, ma è un aggettivo da usare il meno possibile quando si parla della Pielle. «Non abbiamo ancora fatto niente», «Voliamo bassi ma intanto voliamo», postano sui loro profili Facebook rispettivamente Biancani e Mori. Impossibile dar loro torto. Ma intanto i tifosi hanno il diritto di gioire e sognare.
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