Gioco
Basket, «La Labronica ruba bambini», bufera per il post di coach Pardini su Facebook
Livorno, il presidente della società giallonera Maurizio Bianchi: basta, andremo per vie legali. Altre volte abbiamo fatto finta di niente: offriamo qualità, gli altri facciano lo stesso
LIVORNO. «La LaDronica frega bambini e istruttori» alle altre società. Un messaggio su Facebook sta infiammando gli animi sotto canestro producendo polemiche e veleni nell’universo della pallacanestro livornese, tanto da essere in procinto di uscire dalla rete e dal parquet e arrivare dritto dritto in Tribunale.
A scrivere il post della discordia, intorno all’ora di pranzo di domenica, il coach della Libertas Livorno Gabriele Pardini: il trofeo “Allianz” organizzato dai rivali della Labronica al PalaModì con quattro squadre di serie A, è finito da poche ore e evidentemente nella memoria di Pardini è ancora vivo il successo di pubblico registrato l’11 settembre scorso per il derby di coppa Toscana al PalaMacchia tra i suoi ragazzi e cugini della Pielle.
Ma non solo, perché dietro l’attacco social ci sono ruggini molto più antiche che riguardano l’ingresso della Labronica nel mercato cestistico cittadino e soprattutto i prezzi, i servizi e le promozioni che la società ha deciso di fare per convincere i genitori a portare in via Pera i baby cestisti.
Nel messaggio compaio due foto, nella prima un momento della sfida tra Bologna e Torino nell’impianto di Porta a Terra, nella seconda un’azione dell stracittadina in via Allende. «Domenica enigmistica- scrive Pardini -: “Trovate le differenze sugli spalti”. Discreto flop, a Livorno non importa la categoria, Livorno è Libertas e Pallacanestro Livorno». E fin qui siamo nel campo della libertà di espressione partendo da un dato di fatto: un torneo di serie A dove si affrontano professionisti non riesce, a Livorno, ad accendere l’entusiasmo delle masse, tanto da spingere la gente ad affollare le tribune come, invece, è avvenuto per una partita dilettantistica ma con un appeal legato sopratutto alle antiche rivalità. Poi però arriva l’affondo. «Ma soprattutto se LaDronica - prosegue l’allenatore gialloblù - la smettesse di farsi odiare da tutti probabilmente molti in più sarebbero andati al palazzo e pochi avrebbero boicottato, invece fregando bambini ed istruttori poi il resto del mondo ti odia e non credo proprio che questo modo di lavorare che ha poco a che fare con lo sport alla fine pagherà».
Parole che hanno aperto un canestro di Pandora. Decine le risposte al post da parte degli addetti ai lavori, mentre la società direttamente interessata, a parte qualche tesserato che ha replicato in forma soft, ha preferito mantenere un profilo basso. Il giorno dopo, però, Maurizio Bianchi, presidente della Labronica replica e annuncia di volersi muovere a livello legale. «Altre volte siamo passati sopra ad attacchi simili, ma stavolta stiamo valutando con il nostro legale se esistono gli estremi per depositare una querela per diffamazione, non solo per tutelare il nostro nome e lavoro, ma anche per tutte le persone, i genitori e i ragazzi, che ci hanno scelti e dato la loro fiducia».
Poi Bianchi difende la politica dei costi che ha portato avanti. «Noi abbiamo abbattuto i prezzi e fatto promozioni per invogliare i giovani ad iscriversi. Ma questo è il mercato. Siamo scesi in campo nel 2013 e solo attraverso questa politica potevamo avere dei risultati. Va anche detto che oltre al prezzo noi offriamo anche la qualità. Abbiamo allenatori di primo piano e non pecco di presunzione se dico che sono i migliori sulla piazza. Penso a Poggianti, Bonciani, Volpi. I clinic per i giocatori li tiene un certo Alessandro Fantozzi, non l’ultimo arrivato. E comunque - e qui si rivolge alle altre società - tutti sono liberi di abbassare i prezzi e fare la loro concorrenza ma offendere in questo modo non lo accetto».
Domenica enigmistica :''Trovate le differenze sugli spalti'' ......Discreto FLOP , a Livorno non importa la categoria ,...
Posted by GabryeAncy Pardini Goleanu on Domenica 27 settembre 2015
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