Gioco
Spinelli al miele «Orgoglioso dei tifosi e di questa squadra»
Stavolta il presidente regala una carezza a tutti «Sconfitta ingiusta, ma giocando così andiamo lontano»
LIVORNO. Labbra serrate, volto corrucciato del tifoso in piena sofferenza. Il presidente Spinelli ha vissuto un sabato all'insegna della tensione che si è sciolta solo dopo il pareggio di Pasquato quando è saltato dalla sedia per esultare. Sì perché anche sullo 0-0 il pres sacramentava per quel gol che non arrivava, nonostante le tre nitide occasioni costruite. Nel finale la stilettata di Calaiò gli ha fatto molto male e lo ha indotto ad abbandonare lo stadio un minuto dopo la fine della partita, ma non ha scalfito di una virgola l'opinione sulla squadra,
«Sono orgoglioso di questi ragazzi – ha dichiarato a caldo al telefono – perché hanno messo in mostra un bel calcio e non meritavano la sconfitta nel modo più assoluto. Non ho da rimproverare nulla a nessuno». L'opera di metabolizzazione della sconfitta è stata veloce: «C'è poco da dire: lo Spezia è la nostra bestia nera. Hanno vinto perché hanno maggiore esperienza. Gli rendevamo qualcosa come quarant'anni d'età, ma abbiamo capito di avere anche noi una grande squadra che gioca bene e ci mette anima e cuore. E queste sono le armi che in questo campionato possono portarci lontano».
Panucci e i tifosi. Se il Livorno non avesse perso sarebbe stato un sabato perfetto, ma Spinelli nonostante l'amarezza dispensare elogi senza dimenticare nessuno: «Si vede la mano di Panucci. Alla fine eravamo stanchi, ma finché avevamo birra in corpo, la partita l'abbiamo condotta noi. Magari avrei buttato dentro Moscati per Vajushi per prendere il pari, ma va bene lo stesso. Negli ultimi minuti i nostri esterni erano sulle gambe e loro ne hanno approfittato, ma questa squadra mi piace perché lotta e non si tira mai indietro. E faccio i miei complimenti anche ai nostri tifosi. Erano tanti e hanno sostenuto i ragazzi con grande passione».
Quel Chichizola. Per Spinelli ci sono un paio di episodi su cui è girato il vento della partita: «Sì. Quelle maledette parate del loro portiere. Quando Jelenic e Comi hanno calciato a colpo sicuro ero già pronto ad esultare, ma lui ci ha messo le mani e mi ha strozzato in gola l'urlo. Peccato perché meritavamo di chiudere il primo tempo almeno 1-0 per noi e invece siamo andati negli spogliatoi in svantaggio: un'ingiustizia incredibile». Perdere in casa con lo Spezia in zona Cesarini è evento sanguinoso. Lui però è serafico: «Andiamo avanti così: siamo sulla strada giusta».
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