Il Tirreno

Livorno

Contro lo Spezia mai una gioia

di Alessandro Bernini
Contro lo Spezia mai una gioia

Due tiri in porta e due gol, la beffa arriva all’87’ dopo il pareggio di Pasquato

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LIVORNO. È inutile, con loro non riusciamo a vincere. Oddio: non è che lo Spezia prima ci batte e poi va ad alzare Champions, anzi, di solito più godono contro di noi e più finiscono la stagione tra le lacrime. Al Livorno spesso è girata all'esatto contrario. Confidiamo nella storia per buttar giù questa polpetta avvelenata. Perché, obiettivamente, il Livorno non meritava di perdere.

QUEL SECONDO POSTO. Vogliamo restare ottimisti. Per assurdo, siamo più convinti della forza del Livorno oggi piuttosto che dopo le vittorie col Brescia o col Pescara. Perché al Picchi è arrivata una signora squadra, allestita a suon di milioni di euro, che punta dritto alla serie A e che ci è sempre stata indigesta. E il Livorno per lunghi tratti l'ha non solo domata, ma quasi dominata.

Chiaro che le grandi squadre sanno anche gestirsi, prendere il punticino quando è il caso. Il Livorno, raggiunto il pareggio con Pasquato a 20' dalla fine, non è stato capace di accontentarsi. Per carità, questo rende anche merito agli amaranto che hanno dimostrato ancora una volta carattere e voglia di vincere sempre e comunque, e forse sono errori che rientrano nel processo di crescita.

L'ASSENZA DI VANTAGGIATO. E poi, inutile girarci attorno, l'assenza di Vantaggiato ha pesato tanto. Ma tanto. Perché lui è il terminale offensivo, lui è il giocatore che dà profondità, lui apre le difese e crea spazi dove si gettano Fedato, Aramu, Vajushi.

Non si poteva chiedere lo stesso tipo di gioco a Comi, che comunque si è sbattuto con coraggio, e negli ultimi 30 metri la manovra ne ha risentito.

L’idea di schierare Jelenic centrale dietro a Comi non ha funzionato granchè, molto meglio Pasquato, mentre un po’ tutti gli altri esterni d’attacco sono andati a sprazzi.

IL GAVETTONE GELATO. Con lo Spezia gira sempre tutto male, sembra una maledizione.- Il vantaggio all'intervallo era assolutamente immeritato, anche perché la partita per tutto il primo tempo l'aveva fatta il Livorno. Loro si vedevano solo per i falli più o meno cattivi in mezzo al campo, col chiaro obiettivo di spezzare il gioco e anche un po' intimorire gli amaranto.

Il possesso palla è stato schiacciante, le occasioni ci sono state ma stavolta è mancato il cinismo di buttarla dentro. E forse se al 22' al posto di Jelenic ci fosse stato Vantaggiato, quella conclusione solo davanti al portiere sarebbe andata a gonfiare la rete. Anche Comi ha avuto la palla buona, ma la sua girata è finita in bocca a Chichizola. Poi, improvviso, inattesa, ingiusto, è arrivato gavettone gelato col gol di Situm. Ma in questa occasione bisognava chiudere meglio a sinistra Catellani e Migliore.

L’illusione. Con Pasquato dentro al posto di Jelenic, si è accesa la luce nella zona antistante l’area di rigore dello Spezia. Juande ha fatto fatica a mettere la museruola all’ex Modena che al 27’ ha trovato anche la grande giocata, un destro dal limite che si è infilato nell’angolino.

Purtroppo quel gol ci ha illusi non solo di pareggiare, ma addirittura di vincere. Il pubblico ha iniziato a spingere, il Livorno ha guadagnato altri metri. Forse troppi. Ed ha finito per sbilanciarsi, basti vedere dove si trovava Calabresi in occasione del gol.

Bastava poco, pochissimo per portare a casa il punto, e sarebbe stato un bel pareggione. Invece al 43’ è arrivato il gol di Calaiò dopo una lunga discesa di Situm (che andava dolcemente abbattutto prima...) e un buco difensivo assolutamente da evitare a pochi secondi dalla fine.

Peccato. Con lo Spezia, purtroppo, va così. A non rivederci.

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