Gioco
Panucci senza limiti «Io voglio vincerla»
Idee chiare e fiducia: «Punto sulla nostra personalità»
LIVORNO. Avete provato a contare gli applausi e i complimenti degli ultimi giorni? Beh, era impossibile. Tra quotidiani con pagine amaranto, tv nazionali al Coni e post sui social network, avreste perso il conto dopo pochi secondi. Le quattro vittorie su quattro, lo show di Vantaggiato, il paragone con Nicola… «Ma io vivo a Tirrenia, lì c’è poca gente e quindi non sento nulla…», la risposta di Christian Panucci. Se anche a voi sembra un po’ livornese, con quella risposta sempre pronta e quel carattere diretto, non preoccupatevi: è così, è l’impressione di tanti. «Comunque – continua il tecnico amaranto – siamo felici per questo inizio di stagione. Ma adesso basta, mi aspetto un’altra bella prestazione contro lo Spezia. Più scali la montagna, meno ossigeno trovi. Ecco, vediamo di resistere. Sì, vogliamo vincere per restare ancora in alto».
Quella con lo Spezia non è una partita qualsiasi…
«Lo so, ma personalmente non sento emozioni. Per me è una giornata normale, per i tifosi no. Ecco, questo deve essere uno stimolo in più per noi. Vogliamo regalare una gioia alla nostra gente, non dobbiamo accontentarci. L’obiettivo è uno solo, la vittoria».
Essendo così giovane, questa squadra rischia di soffrire la pressione intorno al match?
«No. In queste prime sfide abbiamo dimostrato grande personalità, reagendo in tutti i momenti di difficoltà. Parlo delle situazioni in cui siamo andati sotto, lì ho visto il carattere del gruppo. Credo comunque che sia giusto buttare acqua sul fuoco, siamo solo alla quinta giornata. È una gara come le altre: vale 3 punti, non 36…».
Un giudizio sullo Spezia?
«È una delle candidate a salire. Loro giocano insieme da un anno e mezzo, noi da poche partite. Ma abbiamo studiato i loro punti deboli e alcune mosse per colpirli. Vincere domani (oggi, ndr) non cambierebbe la griglia di partenza del campionato, ma darebbe forza a tutto il gruppo».
Il 4-2-3-1 è il simbolo di questo avvio, il 4-3-3 ti ha permesso di svoltare a Terni: quale soluzione con lo Spezia?
«Adesso non è giusto togliere l’identità alla squadra, poi voglio mettere sempre il maggior tasso di qualità in attacco (favorito quindi il 4-2-3-1, ndr)».
Come stanno Fedato e Luci?
«Bene, sono a disposizione».
E Vantaggiato?
«Ha avuto un indurimento muscolare (alla fine non è stato convocato, ndr)».
Sarà quindi il sabato di Comi?
«Non lo so, comunque in settimana ha lavorato benissimo».
Intanto è arrivato il transfer per Kukoc.
«Finalmente».
Ora lo Spezia, poi la trasferta di Cesena e ancora al Picchi con l’Avellino: quant’è importante questo trittico?
«Molto. Capiremo tante cose su questo gruppo, giovane e con margini di miglioramento».
Quanto può crescere ancora?
«Tantissimo. Alcuni giocatori sono arrivati negli ultimi giorni del mercato, quindi ci serve ancora un po’ di tempo. Però queste vittorie aiutano, ci fanno lavorare con serenità. Il vero salto di qualità ci sarà se e quando supereremo i grandi momenti di difficoltà. Prendete il Frosinone della scorsa stagione: è partito forte, poi è calato ma ha ritrovato le forze per risalire. E alla fine è andato in A».
Crescere significa anche migliorare sulle palle inattive…
«Sono d’accordo, ci abbiamo lavorato molto in settimana. È vero che in estate abbiamo perso tanti centimetri, ma credo che sia soprattutto una questione di cattiveria in area. Fin qui siamo stati un po’ polli, i ragazzi devono parlare tra di loro quando c’è una palla inattiva a sfavore. Comunque non sono preoccupato».
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