Il Tirreno

Livorno

Mazzoni punta sul Livorno

di Fabrizio Pucci

L’ex portiere dopo il ko: in passato screzi con i tifosi, ma vi porto nel cuore

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LIVORNO. Luca Mazzoni avversario del Livorno. A volte gli ossimori non sono solo figure retoriche, ma trovano un riscontro oggettivo nei fatti. Già. Maglia rossoverde sulla pelle e sangue amaranto nelle vene, per lui Ternana-Livorno non deve essere stata una passeggiata sul piano emotivo.

Brutta esperienza. Tre giorni dopo il match del 'Liberati' il numero uno ha smaltito la tensione e descrive lo stato d'animo con cui si è avvicinato alla partita: «Non è stata una bella settimana: tutta colpa del calendario. È stato uno scherzo del destino. In estate mi fu ridotta di un turno la squalifica di cinque giornate di cui una scontata l'anno scorso. Speravo che Ternana e Livorno si affrontassero in una delle prime tre partite. E invece va a capitare proprio alla quarta, quando sono tornato a disposizione. Beh. Mettiamola così. Se dovevo scontare dieci giornate, certo la sfida sarebbe stata sorteggiata per l'undicesima. Doveva andare così».

Chiamale se vuoi emozioni. Mazzoni ripercorre la sua settimana particolare: «Ho provato a non pensare alla partita. Ho tenuto un profilo emotivo basso, ma poi quando ho visto il pullman del Livorno, i miei compagni e le maglie amaranto mi è venuto il magone. Per fortuna poi è iniziata la partita. Quando si è in campo la concentrazione spazza via tutti gli altri pensieri. Ora ci pensiamo tra un girone. Mi sono tolto un peso».

Bravo Livorno. Smessi i panni del giocatore della Ternana, Luca, indossa quelli più familiari di tifosi e fa i complimenti all’ex squadra: “Prima di lunedì – confida - avevo visto tutte le partite degli amaranto e l'impressione era ottima. Il Livorno è partito strabene perché ha tutto: qualità, condizione fisica invidiabile e un pizzico di fortuna che non guasta mai. Insomma il trend è positivo a ora l'onda va cavalcata».

Giovani ed esperienza. La domanda che inizia a circolare tra i tifosi è: riuscirà il Livorno a rimanere in alto? Mazzoni spiega: «Io ho visto tanto talento. Da centrocampo in su è una squadra molto forte. Molto dipenderà da come reagire ai momenti di difficoltà che in B capitano a tutti». E in questo caso la giovane età del gruppo potrebbe essere un fattore dirimente per le ambizioni degli amaranto: «Io non sono così d'accordo con chi dice che il Livorno è una squadra di ragazzini. Mi spiego. Giovani – e anche bravi – ce ne sono, ma nei ruoli chiave c'è gente d'esperienza perché è rimasta l'ossatura degli anni scorsi. Penso a Ceccherini (quarto anno in prima squadra) e Lambrughi. Penso a Luci a centrocampo. E a Vantaggiato che considero l'attaccante più forte della serie B. E non dimentico Pasquato che comunque ha già 26 anni. Insomma. I valori umani e tecnici ci sono. Poi che ci siano squadra più accreditate è un altro paio di maniche».

È inevitabile fare paragoni con il Livorno di Nicola, quello che nel 2013 tornò in A con Mazzoni in porta: «Il nostro – dice – era un gruppo più rodato, ma a fare la differenza fu proprio il modo in cui reagimmo alle difficoltà. Il segreto è tutto lì».

Lo Spezia. Il Livorno è atteso da un esame di maturità: «Sì – conferma Luca – quello è il primo grande, vero banco di prova per la squadra di Panucci. Con gli aquilotti non è mai una partita come le altre. Sarà molto dura. E sabato oltre alle questioni campanilistiche ci saranno quelle di classifica. Mi immagino uno stadio pieno e la gente che sospinge i nostri ragazzi».

Non li battiamo in casa da 27 anni. Mazzoni prova ad indicare la strada: «Il Livorno deve essere spensierato. Che siano gli spezzini a caricare questa partita. A proposito. Non capisco proprio perché loro tengano così tanto al confronto con noi mentre per noi i derby sono altri».

Nel 2012 il suo Livorno-Spezia finì dopo una manciata di minuti con il cartellino rosso e tre costole rotte: «Un brutto ricordo, ma nella partita di ritorno ci rifacemmo. Ecco. Quel successo fu uno spartiacque decisivo. Provenivamo da un periodo così così e vincendo al 'Picco' ripartimmo».

Cuore amaranto. Prima di salutare, Mazzoni rivolge un pensiero a Panucci: «Prima di Ternana- Livorno ha speso belle parole su di me. Lo ringrazio. È una persona perbene e leale. Abbiamo un rapporto schietto e lo stimo molto». Infine il passaggio sull'addio all'amaranto: «Amo il Livorno. Ci ho passato 15 anni della mia vita e quella la sento casa mia. Con la maglia amaranto ho vinto due campionati, ho pianto di dolore e di gioia. Mi sono salvato all'ultima giornata e ho sempre dato tutto e ci ho giocato nell'anno del Centenario. Ho la coscienza a posto. Detto questo penso che ci siamo separati al momento giusto».

E il rapporto con i tifosi? «So che una parte della tifoseria ce l'ha un po' con me, ma io ho voltato pagina. Non sono affatto rancoroso. In questo ambiente basta una parola in più, un concetto capito male e si creano incomprensioni. Il tempo delle polemiche è finito. Anzi. Mando un abbraccio a tutti. Io sono livornese fino nel midollo. Qualche screzio ci può stare, ma il giorno dopo per me i miei concittadini sono i migliori del mondo e Livorno la città che non cambierei non nessun'altra in assoluto».

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