Il Tirreno

Livorno

«Meno male non ho venduto il Livorno»

di Fabrizio Pucci
«Meno male non ho venduto il Livorno»

Spinelli senza freni. «Squadra super, ma ho telefonato a Panucci perché dobbiamo difendere meglio. E dico grazie ai tifosi»

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LIVORNO. «Non voglio parlare. Grazie». La prima frase che regala il presidente Spinelli dalla vetta della classifica non è incoraggiante. Ed è una sorpresa perché stavolta il suo umore non può essere basso. E infatti in un attimo l'istinto prevale sull'intento e lui si scioglie in una risata. Così ecco che da Genova scende un fiume di parole.

Pres, ci pensa...Se in estate avesse ceduto la società non avrebbe vissuto un momento come questo...

«E' vero, per fortuna sono rimasto e ora ci godiamo il primato in classifica e questi giorni spensierati. Ma ad un patto».

Quale?

« Dobbiamo rimanere tutti – società, squadra e tifosi - con i piedi per terra».

Non si metterà mica a fare il pompiere adesso che è tornato l'entusiasmo?

«No no. Anzi. Il mio invito a mantenere la calma è dettato dall'esperienza. Il campionato di serie B è durissimo e ogni partita è una battaglia per cui non dobbiamo abbassare la nostra intensità. Basta un attimo e rischiamo di dilapidare questo patrimonio di felicità».

Dopo Terni ha sentito Panucci. Che cosa ha detto a Christian?

«Mi sono complimentato con lui. Era il minimo che potessi fare. Ha dimostrato di saper guidare alla perfezione i nostri ragazzi. Gli ho solo chiesto di dare una sistemata alla fase difensiva. Dopo tutto lui è stato un grande difensore e non dovrebbe essergli difficile aggiustare i meccanismi là dietro. Queste sono valutazioni che spettano solo a lui».

Panucci ricorda Nicola, ma pure i debuttanti Mazzarri e Donadoni, non trova?

«È vero. Credo che diventerà un grande allenatore. Il gruppo lo segue e i risultati si vedono. Le vittorie servono per aumentare l'autostima. Non dobbiamo perdere qualche colpo per via di alcune disattenzioni specie sulle palle inattive. Non sarà sempre possibile rimontare uno o due gol. A Terni siamo stati bravi, ma abbiamo rischiato grosso».

Giovane, ma combattivo, questo Livorno ha un'anima...

«Sì. E' vero. Questi ragazzi hanno un gran cuore. E giocano come piace alla gente di Livorno. Ecco perché è tornato l'entusiasmo».

Molti di questi giocatori sono in prestito. Chi vorrebbe confermare?

«Guardi. Se fosse per me tutti, ma abbiamo tutto il tempo per fare le nostre valutazioni».

Che fa? Si rifugia in corner?

«No, no. Questi giovani sono davvero bravi e li osserveremo con grande attenzione. Hanno qualità e lo spirito giusto: lottano su ogni pallone. In poche parole interpretano bene il carattere del loro allenatore. Panucci ha trasmesso grinta e mentalità vincente. La sua storia calcistica parla per lui: è stato un giocatore di talento, abituato a vincere e a stare sempre sul pezzo senza cedere mai di un centimetro. Questa squadra è a sua immagine e somiglianza e questo fa impazzire i tifosi».

A proposito. Ha visto il dato degli abbonati? Aveva chiesto un segnale ai tifosi e questo è arrivato...

«Sì. Li ringrazio tutti. Le vittorie sono le migliori medicine per la società, per i tifosi e per i giocatori. In questi anni ho imparato ad apprezzare i livornesi: amano chi dà l'anima. Ecco. Questo gruppo sembra fatto apposta per loro».

Via presidente. Faccia il nome di qualche giocatore che l'ha impressionata.

«Preferisco parlare per reparti».

Proprio adesso si mette a fare il diplomatico?

«Non è questione di diplomazia. Certo quei tre là davanti qualcosa inventano sempre. E devo dire che mi piacciono molto anche i centrocampisti. Che bravi i nuovi Schiavone e Palazzi. Ripeto. Eliminiamo qualche difettuccio dietro e possiamo divertirci».

Sabato arriva lo Spezia. Che sensazioni ha ?

«Andiamo ad affrontare una squadra tosta che tra l'altro in passato ci ha fatto soffrire spesso. Nella mia gestione non l'abbiamo mai battuta all'Ardenza. È il classico tabù da sfatare».

Usciamo dal campo ed entriamo in porto. Ecco il tormento Darsena Toscana. E' fiducioso?

«Sì. Il progetto va avanti. Dopo la presentazione dei giorni scorsi a Bruxelles, la prossima tappa è l'apertura della procedura di gara che è prevista per il 20 ottobre, giorno più giorno meno. Se riuscissimo a compiere questa operazione, faremmo il salto di qualità perché saremmo presenti su Genova e Livorno che finalmente potrebbe contare sull'arrivo di navi di ultima generazione. E il mio legame con la città sarebbe ancora più stretto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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