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il commento

JUVE, ALTRI SEGNALI DI VITA

di MASSIMO BRAGLIA
Max Allegri allenatore della Juve
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Max Allegri allenatore della Juve

Vola l’Inter del Mancio, che viaggia come una littorina

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Vola l’Inter del Mancio, che viaggia come una littorina: quattro vittorie, tutte con il minimo scarto, e via, punteggio pieno, grande solidità, pochi fronzoli. E si è sbloccato anche Maurito Icardi, match-winner in casa del Chievo. Inter favorita d’obbligo, come ricorda anche Max Allegri: la sua Juve è ancora poco brillante in campionato, dopo l’impresa di Manchester d’altra parte non era semplice affrontare un Genoa organizzato. Un pizzico di fortuna, anzi di ... Lamanna dal cielo, tanto mestiere, la crescita di Pogba, i rossoblù in dieci. Ma non è la Juve dell’anno scorso.La domanda è: riuscirà la Juve a tornare la stessa dell’anno scorso, compatta, forte, superiore? Dare una risposta è prematuro: i bianconeri hanno cambiato molto, solo alla distanza potremo capire se i nuovi hanno le caratteristiche tecniche e mentali per reggere su due fronti come il gruppo straordinario della passata stagione. Tempo da perdere non ce n’è, perché quest’Inter costruita a tavolino dal Mancio anche sul campo dà risposte importanti, e otto punti dopo sole quattro giornate sono tanti. Ma non troppi. A patto di trovare continuità: il calendario nel turno infrasettimanale di mercoledì sembra dare una mano alla Juve, allo Stadium arriva un Frosinone finora un po’ timido, poi però a Napoli sarà già uno snodo importante. I dubbi restano: Vidal (che segna anche al Bayern), Pirlo e Tevez sono insostituibili, Allegri sa di dover cambiare pelle alla squadra e due successi in pochi giorni sono la migliore cura perché vincere aiuta a vincere, però appunto, l’impressione è che sarà dura tenere il passo di questa Inter. Chi sta già bene è l’altra squadra di Torino, i granata di un Ventura bravissimo a far rendere al massimo gli attaccanti: Fabio Quagliarella è già a quota quattro, la Samp di Zenga costretta ad arrendersi. Toro secondo in classifica, ma zitta zitta anche la Fiorentina sale al terzo posto, terzo successo in quattro gare (l’unico ko proprio in casa del Toro). Una Viola non bella, ma giocare in “casa” del Carpi (a Modena) - chiedere al Mancio per conferma - non è facile per nessuno. Tre punti e ruolo di out sider ben saldo nelle mani, e in vetrina le due B, Babacar e Bernardeschi. Più Sassuolo che Roma all’Olimpico, Garcia dà sempre l’impressione di metterci un po’ troppo del suo; riprende la marcia un’altra delle aspiranti grandi partite col freno a mano, cioè il Napoli del Pipita Higuain, centravanti d’altri tempi. E il Milan? Il problema, annoso, è la difesa, non l’attacco...

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