Il Tirreno

Livorno

La ricetta di Panucci «Correre più di loro»

di Gianni Tacchi
La ricetta di Panucci «Correre più di loro»

«Confermare Vajushi? Possibile, ma è ancora al 60%»

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LIVORNO. Ripescato, giovanissimo, fragile dietro… Visto così, il Brescia sembra la classica vittima. «E invece – ferma tutti Christian Panucci – considerando le nostre prime tre giornate, è la miglior squadra che incontriamo. È tosta, tosta, tosta… Poi ha un grande spirito e in campo si muove sempre. Ecco, se non correremo più di loro, non vinceremo».

Ok, però il Livorno dei primi 180 minuti è un’altra cosa rispetto a questo Brescia.

«Siamo contenti, ma non abbiamo ancora fatto nulla. Ai ragazzi dico sempre che tutte le squadre lavorano durante la settimana, la differenza è tra allenarsi e allenarsi per vincere. E noi vogliamo seguire la seconda strada».

Si è vista subito la qualità che ha chiesto e ottenuto.

«La campagna acquisti è stata impostata proprio secondo questa logica. Ho stressato Spinelli per avere giocatori di qualità, che per fortuna sono arrivati. In estate non mi sono fermato un attimo: contatti, telefonate…».

Anche i giovani stanno andando bene: è d’accordo?

«Sì, ma li conosceremo meglio nei momenti di difficoltà. Lì capiremo il loro carattere, la loro personalità».

Come ha reagito il gruppo dopo i complimenti degli ultimi giorni?

«Sa di dover restare con i piedi per terra. Comunque io, prima di ogni gara, faccio parlare i giocatori. E in questo momento le sensazioni sono positive».

Cosa la preoccupa del Brescia?

«Lo ripeto, loro corrono come matti. Noi dovremo avere la stessa pazienza di Novara, mantenendo la solita mentalità offensiva. Meglio un passo avanti che uno indietro, ecco la mia filosofia. “Andate a divertirvi”, dico sempre ai ragazzi prima di scendere in campo».

Ma attenti aMorosini…

«Ha qualità, gamba e non ti lascia punti di riferimento, come invece fa Geijo. Dovremo tenerlo d’occhio soprattutto in fase di possesso».

Avanti con il 4-2-3-1?

«Con questo modulo stiamo facendo bene, non voglio togliere certezze alla squadra. Sfida a specchio? Se sarà così, vedremo chi è più bravo».

Luci sembra avere un altro passo in questo centrocampo a due.

«Non è questione di modulo, ma di preparazione. Quest’estate l’ha fatta, un anno fa no. E fisicamente può crescere ancora».

Vajushi ha stupito tutti con il Como: verrà confermato?

«Vedremo. Non giocava titolare da dicembre, quindi è ancora al 60-70%. Il suo arrivo? Lo vidi in una partita dell’Albania, mi impressionò e segnai il suo nome su un foglio. All’epoca ero nello staff della Nazionale russa, quest’estate ho parlato di lui con Signorelli e siamo riusciti a prenderlo».

Si apre una settimana importante: ora il Brescia, poi a Terni e ancora al Picchi con lo Spezia. C’è l’idea del turnover?

«Ci saranno alcuni cambi nell’arco di questi tre incontri. Ho tante soluzioni ed è sempre un fastidio lasciar fuori qualcuno».

Come sta Cazzola? È pronto per giocare dal 1’ in una di queste gare?

«Vedremo, ma credo di sì. Ha 60, massimo 75 minuti nelle gambe. È in crescita, poi è serio e ha un grande spirito di sacrificio».

La tua carriera da allenatore sta entrando nel vivo: quanto sei cambiato rispetto a quando giocavi?

«Tanto, ma fa parte della crescita di un uomo. Sono cambiate tante cose, ma la serietà, la voglia e la professionalità sono rimaste. Il mio carattere? Diretto. A Lippi non piaceva ed è durata un mese, a Capello sì e abbiamo lavorato insieme per vent’anni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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