Il Tirreno

Livorno

Il Livorno non vuole freni Assalto anche al Brescia

di Alessandro Bernini

Conferma del 4-2-3-1 con Vajushi, l’unica novità può essere Maicon a destra

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LIVORNO. Pensi al Brescia e ti affiorano dolci ricordi. Quel mitico 3-0 ai playoff di B del giugno 2009 trascinati da un infinito Alino Diamanti, ma anche il 3-0 del maggio 2013 che ci spianò il cammino verso la terza promozione in serie A.

Il primo era il Livorno di Diamanti, il secondo era il Livorno di Davide Nicola. Le grandi vittorie sono state spesso identificate con grandi personaggi, basti pensare a Protti e Lucarelli. Il presente è operaio, non abbiamo una personalità che spicca (potrebbe diventare Panucci, spetta lui...), non abbiamo simboli. Ma abbiamo tanti ragazzi che si sono presentati alla porta della nuova stagione con la faccia pulita e tanta voglia di correre e sporcarsi la maglia. E questo piace tanto a noi livornesi, disposti a passar sopra a limiti tecnici ma non a quelli di impegno.

C’è tanta curiosità per vedere di nuovo all’opera il Livorno. Le due vittorie non hanno inebriato l’ambiente (ubriacarsi fa perdere lucidità e non si distingue la logica dalla fantasia...) ma hanno portato quel pizzico di entusiasmo che fa bene a tutti. Tifosi e squadra. Fa bene anche a Panucci che adesso si trova a gestire ragazzi forse ancora più convinti dei loro mezzi. Perché asfaltare il Pescara e poi vincere a Como è una doppia impresa che riuscirà a pochi.

Anche per questo Panucci cambia poco o nulla, si affida ancora al 4-2-3-1, col doppio play davanti alla difesa Luci-Schiavone, e con Gasbarro a sinistra. Maicon potrebbe sorpassare Calabresi a destra, ma attenzione perché con questa tattica serve equilibrio e terzini che facciano in primis i difensori. Conferme generali anche in attacco, con Vajushi che per il momento ha sorpassato Aramu (in ripresa dall’infortunio) in un contesto di sana concorrenza. Naturalmente non si tocca e il “trio-ato” che ja già in dote 5 reti: Vantaggiato, Pasquato, Fedato.

Il Brescia? Squadra di media fascia ma combattiva, col gioiellino Morosini che andrà guardato a vista. Non concederanno spazi, vedrete. Quindi pazienza, pazienza e ancora pazienza.

Il tutto sotto la spinta di un pubblico che si annuncia numeroso

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