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Livorno

«Livorno-Brescia, mio derby del cuore»

di Fabrizio Pucci
«Livorno-Brescia, mio derby del cuore»

Antonio Filippini dall’Australia fa le carte al match: «Amaranto più esperti e forti, ma state attenti al talento Morosini»

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LIVORNO. È bresciano purosangue. Con la maglia delle rondinelle è sbocciato come calciatore, ma nella sua carriera c’è anche una significativa parentesi amaranto. Il 20 giugno 2009 all’Ardenza fu tra i migliori in campo nella finale di ritorno dei playoff che riportò il suo Livorno in serie A proprio a scapito della squadra della sua città. Lui in campo dette il 200% nella consapevolezza che avrebbe dato un dispiacere a parenti e amici. Ma Antonio Filippini è sempre stato così: un professionista serissimo. Domani c’è di nuovo Livorno-Brescia, ma lui è lontanissimo: «Sono a Sidney – dice – dove lavoro per il Milan Academy. È un’esperienza fantastica. Sono davvero felice».

Mai stato cosi’ lontano alla vigilia di Livorno-Brescia. Che effetto ti fa?

«Strano! Ma proverò a seguirla in qualche modo perché si affrontano la squadra della mia città e una tra quelle che ho amato e amo di più».

Il Livorno dei giovani ti piace?

«Molto. Ho visto giocare gli amaranto in Coppa Italia con l’Ancona e mi fece un’ottima impressione. Quella di Panucci è una squadra che pratica un ottimo calcio, costruisce molto e può spaccare la partita in qualsiasi momento grazie alle sue individualità. Fedato e Vantaggiato sono giocatori importanti per la serie B e proprio loro possono risolvere la gara».

Quale può essere l’obiettivo di stagione del Livorno?

«Lo inserisco tra le favorite per il successo finale al pari del Cagliari. Spinelli e Signorelli hanno fatto un ottimo lavoro».

Però non ci fidiamo del Brescia...

«Giusto. In B non si può sottovalutare nessuno, men che meno questo Brescia».

Perchè?

«La squadra di Boscaglia è molto giovane. Anzi con tutta probabilità è la più giovane di tutta la serie B è proprio per questo è imprevedibile. Ecco se il Livorno per me può andare in serie A, il Brescia con un pizzico di fortuna può diventare la mina vagante del torneo, la sorpresa».

Che cosa deve temere il Livorno?

«La velocità del Brescia. Questi corrono sempre e corrono tanto. Sono aggressivi e non concedono tregua. In una parola sono grintosi come il loro allenatore e il loro calcio è spumeggiante. L’unico neo è che talvolta denunciano amnesia difensive».

Prova a sbilanciarti in un pronostico.

«Il Livorno è più forte. Per il Brescia la vedo dura».

L’uomo della partita?

«Del Livorno ho citato non a caso Fedato e Vantaggiato. Nel Brescia il giocatore del momento è Leonardo Morosini. Il ragazzo ha talento e in questa fase iniziale della stagione sta pure bene fisicamente. La scorsa settimana ha firmato una doppietta con la Salernitana e ha mostrato per intero il suo valore. Sono convito che in futuro sentiremo parlare di lui e non solo a livello di serie B. Ah. Un’ultima cosa: mi prendo la libertà di salutare tutti i tifosi del Livorno. Li porto nel mio cuore. Dal primo all’ultimo».

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