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Reggi e Bertolucci: «Uno spot per l’Italia Giovani, imitatele»

di Vezio Trifoni
 Reggi e Bertolucci: «Uno spot per l’Italia Giovani, imitatele»

Per Flavia Pennetta la vittoria agli Us Open è il trionfo più bello per chiudere una carriera ricca di soddisfazioni. E il lungo abbraccio tra lei e Roberta Vinci è forse la cosa più bella in una...

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Per Flavia Pennetta la vittoria agli Us Open è il trionfo più bello per chiudere una carriera ricca di soddisfazioni. E il lungo abbraccio tra lei e Roberta Vinci è forse la cosa più bella in una giornata già meravigliosa per il tennis azzurro.

Secondo Raffaella. «Mi sono emozionata di quell’abbraccio - spiega Raffaella Reggi, che è stata capitana sia di Flavia nella nazionale juniores che di Roberta in Fed Cup - perché il tennis è uno sport individuale e terminare in quella maniera un match storico vuol dire che c’è rispetto tra le due perché hanno fatto insieme un percorso incredibile». Poi, durante la premiazione, arriva l’annuncio a sorpresa di Flavia: «Questo è stato il mio ultimo match agli Us Open».

L’applauso diventa ovazione, ed in tribuna ad applaudirla c’è Fabio Fognini, suo compagno da un anno e mezzo. «È stata una scelta ponderata, una ciliegina sulla torta perché il momento del ritiro è sempre difficile e poter scegliere di farlo quando riesci a rientrare tra le prime 10 al mondo vuol dire essere una campionessa». Perché la vittoria nello Slam americano vale alla brindisina la Top Ten. La Pennetta è così diventata la seconda azzurra a vincere uno Slam dopo Francesca Schiavone, trionfatrice al Roland Garros del 2010. Un successo che le permetterà di occupare l’ottava posizione.

Per Flavia quello di New York è stato l’undicesimo successo nel circuito mondiale Wta, su 25 finali disputate. «Questa vittoria è storica ma è anche il frutto di scelte di vita perché sia Flavia che Roberta a un certo punto della loro carriera - spiega Reggi - e dopo aver vinto in doppio il Roland Garros a livello giovanile insieme e tornei internazionali under 18, la scelta di Flavia è stata quella di andare in Spagna mentre Roberta Vinci si è affidata a un maestro come Roberto Cinà. Hanno lavorato, sodo e non hanno mai mollato penso che avessero anche come riferimento la mia generazione con me, la Cecchini, la Farina che le hanno dato stimolo e le hanno incentivate a crederci. L’augurio è che succeda lo stesso alle ragazze che ci sono dietro perché l'unica che è riuscita a fare un salto di categoria è la Giorgi. Il pensiero che deve dare stimolo agli allenamenti deve essere questo: se ce l'hanno fatta loro ce la posso fare anche io».

Secondo Paolo. «Sono entrate nella storia del tennis e non solo - aggiunge Paolo Bertolucci - questo torneo ha dimostrato che tolta Serena le altre 10-15 giocatrici se la possono giocare. Se la finale di Flavia ci può stare, basta vedere che a Wimbledon in finale è arrivata Muguruza, il miracolo lo ha fatto Roberta vincendo sulla Williams. Per giocare in quella maniera ci vuole grande talento - continua Bertolucci - ora i giocatori sono macchine spara palle e trovano difficoltà con tennisti di talento che giocano con effetti e tagli. Speriamo di vederne sempre di più». Uno spot per l'Italia, quindi. «Essere a New York ha ingigantito tutto per le televisioni e l’interesse - continua Bertolucci - mi ha sorpreso il ritiro: è una scelta personale e lei ha scelto il suo apice».

Nel maschile Fognini ha vinto con Nadal. «Nadal è il giocatore perfetto per le caratteristiche di Fognini e non è più il Rafa di qualche anno fa - conclude Bertolucci - poi Fabio si è trovato di fronte il talento di Feliciano Lopez, che lo ha mandato nel pallone. Comunque vedere Novak Djokovic e Roger Federer in finale è sempre un grande tennis».

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