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Parla il dg Marotta: Juve, niente alibi

di MASSIMO BRAGLIA
Parla il dg Marotta: Juve, niente alibi

Allegri “avvisato”: «Non possiamo cullarci sulle vittorie»

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di MASSIMO BRAGLIA

Dovrà subito far ricorso alla sua “visione olistica”per riuscire a superare in fretta lo choc di un avvio di campionato da provinciale (-8 dalla vetta), concentrarsi sulla prima supersfida di un girone di Champions tutt’altro che materasso (domani sera all’Etihad Stadium contro il Manchester City) e dribblare i segnali del dg Marotta. Il già complicato momento psicologico, due sconfittte e un pareggio sofferto, è aggravato dall’infortunio del Principino Marchisio, uno che ha sulle spalle la difficile eredità di un genio come Pirlo. Sabato sera contro i clivensi aveva accusato un problema muscolare all'adduttore della coscia destra, per il numero otto bianconero si parla di un possibile stop di 3-4 settimane. Una pessima tegola; domani tornerà titolare Pogba, partito dalla panchina con il Chievo e vero oggetto misterioso di questa prima parte della stagione: cercato dalle grandi d’Europa (e non solo) nel mercato da poco concluso, in campo finora è apparso a dir poco un po’ svagato.

La palla passa soprattutto a mister Allegri, che affida a Twitter la sua ricetta: “La squadra deve crescere dentro le difficoltà, soprattutto quando la palla non entra. Si impara a nuotare solo tenendo la testa sotto”. Una classica metafora da gente di mare, da “allenatore di scoglio” come è il livornese Allegri. Max, come detto, deve anche guardarsi dalle frecciate del dg Beppe Marotta: «Siamo in una fase iniziale, interlocutoria, siamo di fronte a un cambiamento. Questo non deve diventare un alibi, perché non fa parte della nostra cultura: gli obiettivi sono sempre quelli, vincere in tutte le competizioni. Un consiglio ad Allegri? Non possiamo cullarci sulle vittorie conseguite ma dobbiamo pensare al presente e al futuro». Uomo avvisato... Aggiunge Marotta: «Se mi aspettavo delle difficoltà? Così accentuate no, ma difficoltà sì, perché quando si inseriscono 9-10 elementi le difficoltà ci sono», ha ammesso Marotta provando a spegnere le polemiche relative alle parole dette nei giorni scorsi su Andrea Pirlo e la sua posizione in Nazionale: «Il rapporto tra me e Pirlo è di grandissima stima, non sono necessari chiarimenti, la mia risposta è stata travisata - ha assicurato Marotta -. Da solo Pirlo è in grado di decidere per il proprio futuro». Oggi la partenza per Manchester, domani inizia l'avventura in Champions in casa del City: «Ce la giocheremo come sempre, il compito di Allegri è far capire che la Champions ha difficoltà diverse dal campionato», ha sottolineato Marotta.

Vietato cullarsi sulle vittorie passate, e, da parte del senatore Leonardo Bonucci, una tirata d’orecchi ai tifosi: «Facile venire allo stadio e applaudire quando tutto va bene», ha spiegato sui social dopo i fischi contro il Chievo allo Stadium, «Il vero tifoso applaude quando il momento è difficile per aiutare la squadra».

Viste le parole del dg Marotta, riflettori più che mai su Allegri, chiamato a risollevare una squadra in cerca di punti di riferimento. Dovrà fare appello a tutto il suo mestiere, quello spiegato sul suo sito “MrAllegritactics”. Lui, racconta, non fa come «molti allenatori che danno importanza ad aspetti tattici e cercano di imprimere nei giocatori alcuni schemi di gioco, io invece amo elevare il tasso tecnico dei singoli attraverso la ripetizione e l’esaltazione dei fondamentali. Amo la semplicità dei fondamentali portata all’ennesima potenza». E prosegue: «Se proprio dovessi cercare un elemento di innovazione del mio calcio è la visione olistica dell’allenatore. Oggi un allenatore è il catalizzatore di vari mondi che impattano tutti sul risultato finale».

Nella stagione scorsa, e fino al trionfo in Supercoppa, la “visione olistica”, qualsiasi cosa voglia dire (in sostanza, una visione globale), ha funzionato. Adesso, probabilmente, serve qualcosa di più per scuotere una Juve sazia di vittorie. E che in fretta. dovrà invertire la rotta e tirare fuori la testa dall’acqua per evitare di affogare (vedi il tweet post Chievo).

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