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I PARADOSSI DELL’AUTO SENZA PILOTA
di VALERIO BERRUTI Si guiderà davvero da sola un giorno l’automobile? È altamente probabile che andrà a finire proprio così. Nel frattempo, però, si aggiunge ogni tipo di ostacolo. A cominciare dal...
di VALERIO BERRUTI
Si guiderà davvero da sola un giorno l’automobile? È altamente probabile che andrà a finire proprio così. Nel frattempo, però, si aggiunge ogni tipo di ostacolo. A cominciare dal fatto che l’auto senza pilota rispetta tutte le regole a differenza degli esseri umani. Una prima e importante controindicazione all’uso cittadino perché alla fine potrebbe essere proprio “lei” a causare il maggior numero di incidenti. I primi test con la Google car confermano proprio questa ipotesi.
Per raggiungere la perfezione e quindi anche l’obiettivo di “zero incidenti” dovremo vivere in un mondo dove la guida autonoma dovrà essere totale. Ma, anche in quel caso, saremo davvero sicuri che basterà? Non proprio, dato che basta un dispositivo da 60 dollari per hackerare un’auto che si guida da sola facendole credere di avere diversi ostacoli sul proprio cammino. Lo ha dimostrato Jonathan Petit, ricercatore della Security Innovation, con uno studio che verrà presentato alla Black Hat Europe Conference il prossimo novembre e anticipato nella rivista Ieee Spectrum. Il tecnico è riuscito a imitare gli impulsi laser che questi del futuro utilizzano per verificare la presenza di ostacoli ricreando quindi l’immagine fantasma di un ostacolo. «Questo tipo di attacco», ha detto Petit, «può indurre un’auto a rallentare convincendola che c’è qualcosa nella sua traiettoria, o può bersagliarla con così tanti segnali da farla fermare per la paura di colpire un ostacolo». Insomma, si arresterà davanti a qualcosa che in realtà non esiste. Come concetto di sicurezza non è proprio il massimo…
@valerio__berruti
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