Il Tirreno

Livorno

«Bravi a scegliere l’attimo della zampata»

dall’inviato
«Bravi a scegliere l’attimo della zampata»

Panucci applaude i suoi ma tiene i piedi per terra. «La classifica? Ci vediamo a casa»

2 MINUTI DI LETTURA





NOVARA. A volte lo guardi duranti la partita e pensi: ma quello è lo stesso Panucci che vediamo in allenamento? Durante la settimana è una iena da combattimento, urla e sbraita, ogni tanto si mangia qualche giocatore. Poi in partita sembra una statua, si sposta di 4-5 centimetri quando forse gli arti si atrofizzano. Magari è il suo modo di dare serenità alla squadra. Intanto, per ora, gli ha dato un volto vincente.

«Bella vittoria, e vi garantisco che in pochi vinceranno contro il Como. Perché sono una squadra tosta, che non lascia giocare gli avversari».

Mai come stavolta, la pazienza è stata la virtù dei forti. «Concordo in pieno. Non ci siamo mai disuniti, non abbiamo mai cambiato la nostra idea di gioco. Andare allo sbaraglio per recuperare sarebbe stato deleterio. Invece abbiamo aspettato il momento giusto per piazzare la stoccata».

Altro tipo di vittoria rispetto a quella col Pescara, per certi versi vale molto di più questa. «È un discorso complesso. Non sono d’accordo con chi ha detto che col Pescara è stato tutto facile perché sono rimasti in 10. Giudizio sbagliato. Se abbiamo dilagato è stato merito nostro. Così come è stato merito nostro aver portato a casa questi tre punti, per la gioia dei tifosi che ci hanno seguito anche qui».

Vincente la scelta di puntare su Vajushi. «È bravo, sa puntare l’uomo, ma in rosa abbiamo anche altri giocatori che là davanti possono far male». E ora la classifica... «Non scherziamo dai... ci vediamo a Livorno...». (al.ber.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca