Il Tirreno

Livorno

«Dimenticate il 4-0 voglio grinta e cuore»

di Gianni Tacchi
«Dimenticate il 4-0 voglio grinta e cuore»

Panucci carica i suoi. «Peccato per Kukoc, manca il transfer»

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LIVORNO. Umiltà, equilibrio, pazienza e intensità. Concetti semplici, concetti che Christian Panucci infila in quasi tutte le sue frasi. Prima parla dell’umiltà: «Se penseremo ai quattro gol fatti al Pescara, non andremo lontano. Se sottovaluteremo il Como perché neopromosso, non vinceremo».

Poi sottolinea l’importanza dell’equilibrio e della pazienza: «Loro giocheranno con un 3-5-2 molto solido, noi dovremo stare attenti. Ed essere pazienti, muovendo la palla da una parte all’altra del campo, senza andare avanti a caso. Perché il momento giusto arriva sempre». Il tecnico tocca il solito tasto dell’intensità, «che deve diventare il nostro marchio».

Com’è andata la settimana dopo il gran debutto?

«Intanto credo che sia presto per dare giudizi, le prime giornate possono ingannare. Comunque la squadra è serena e tranquilla, che non vuol dire rilassata. Ho visto voglia, carica, intensità…».

E negli ultimi giorni hai ritrovato tutti i nazionali. Come stanno Maicon e Vergara, tornati giovedì?

«Bene. Maicon ha giocato 80’ contro la Francia, Vergara ha fatto solo uno stage».

Dal Pescara al Como.

«Una squadra ostica, formata da giocatori di categoria. A Perugia ha perso 2-0, ma ha preso il primo gol su palla inattiva e il secondo dopo un angolo a favore».

Si giocherà a Novara: il sintetico può essere un problema?

«È un’insidia, inutile nasconderlo. Non siamo abituati, dovremo adattarci subito ai rimbalzi della palla».

Ritorno al 4-3-3 estivo o conferma per il 4-2-3-1 visto all’esordio?

«In settimana abbiamo provato entrambi i moduli, ma nella testa ho le idee chiare. Comunque non è una questione di schemi, ma di disponibilità del gruppo. Il 4-3-3 lo abbiamo sperimentato tutta l’estate, il 4-2-3-1 è nato con l’arrivo di Pasquato».

Il rientro di Moscati, che ha scontato la squalifica, è importante proprio sotto questo punto di vista, visto che a destra può giocare dovunque.

«È vero. Può fare il terzino, l’interno di centrocampo e l’esterno d’attacco, dove l’ho schierato spesso durante il ritiro. Per lui, dal 4-2-3-1 al 4-3-3, cambia pochissimo. Non ci sarà invece Aramu che sente ancora dolore alla caviglia».

Biagianti si è allenato tutta la settimana con il gruppo ma non è tra i convocati: perché?

Ho preferito non rischiarlo, vista la fatica fatta per rientrare. Comunque sta bene, è in crescita».

Niente da fare neanche per Kukoc.

«Già, manca il transfer. Peccato, speriamo che arrivi la prossima settimana».

Le prime impressioni su questo ragazzo?

«Ha corsa e forza fisica, ci porta peso e centimetri. Come struttura mi ricorda Briegel. È un terzino di spinta, con lui dobbiamo lavorare soprattutto sulla fase difensiva. E poi è un bel personaggio… Carattere forte? Beh, ha trovato l’allenatore giusto…».

A sinistra verrà quindi confermato Gasbarro?

«Questo è un anno molto importante per lui, domenica mi è piaciuto molto. E pensare che non stava neanche bene fisicamente…».

Restando in difesa, la coppia Ceccherini-Lambrughi ha dato ampie garanzie con il Pescara.

«Sì, entrambi hanno fatto bene. Ceccherini sta dimostrando una serietà incredibile: se farà una stagione all’altezza del precampionato, per lui si apriranno scenari che neanche si immagina. Lambrughi è fondamentale sia in campo che fuori».

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