Gioco
Basket, è la notte delle emozioni: c’è il derby Libertas-Pielle
Livorno, Dopo 26 anni torna la stracittadina valida per la Coppa Toscana di serie C. Appelli delle vecchie glorie sui social network. Al PalaMacchia tifo d’altri tempi
LIVORNO. Ci siamo. Dopo giorni di attesa sempre crescente, praticamente da quando è uscito il calendario della Coppa Toscana che ha (in parte) mitigato la delusione dettata dal mancato inserimento di Libertas e Pielle nello stesso girone del prossimo campionato di C Silver, il derby va in scena stasera. L'ultima trovata, la tecnologia dà una mano al tifo, è stata quella dei videoappelli. Circolano in rete, riprese amatoriali, immagini a volte un po' mosse, ma gli attori non sono gente qualsiasi: Forti, Lanza (che annuncia la sua presenza sugli spalti), ci fosse stato qualche altro giorno magari sarebbero andati a scomodare Addison o Alexis.
D'altra parte è il primo derby con in palio qualcosa dal lontanissimo 1989, quando la maggior parte dei protagonisti di stasera (intesi come giocatori) non erano ancora nati e chissà, stasera, cosa passerà per la testa di qualcuno. Sì, perché ogni bambino che comincia il minibasket sogna di diventare Gallinari, così come ognuno che prende in mano uno spartito spera di diventare Riccardo Muti, ma il più delle volte la vita decide diversamente e allora giochi in serie D o C quando va bene e gli impianti il più delle volte si chiamano palestre e non palasport e gli spettatori sono poche decine, un paio di centinaia nelle occasioni speciali.
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Poi succede questa cosa strana che ti dicono che a Livorno c'era già stata e che ci andava un sacco di gente e poi non si sa bene perché ma a un certo punto non c'è stata più e invece stasera c'è di nuovo e tocca a te di giocarla e ti gira un po' la testa anche se il tuo allenatore continua a ripeterti che devi stare calmo e non impressionarti se quando uscirai dal tunnel degli spogliatoi tutta la gente (che sarà tanta) si metterà a gridare e forse qualcuno anche a offendere perché non è una partita normale ma una partita che si chiama derby e allora può succedere perfino che dalle tribune qualcuno offenda. E ti hanno detto anche che forse da quelle stesse tribune sentirai dire delle cose strane, un numero, ti sembra 39 e dall'altra parte risponderanno con la storia di uno scudetto che c'è stato e non c'è stato. E tu di queste cose non ne sai niente, ora un po' sì perché sono settimane che qualcuno parla solo di questo. Ma te ne importa il giusto perché hai poco più di vent'anni e a quei tempi non eri nemmeno nato, tu vorresti solo che quando il tuo allenatore si gira verso la panchina e ti chiama e tocca a te, vorresti che tutto andasse bene, che la palla non ti scivolasse mai dalle mani, che quando ti azzardi a tirare la palla andasse dentro ma ti sa che non è mica facile, con tutta quella gente intorno che urla.
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Eppure il tuo allenatore sono giorni e giorni che ti dice che devi stare calmo e tranquillo e considerarla una partita come un'altra solo con un po' più di gente a vederla ma non sei del tutto sicuro che ne sia convinto nemmeno lui. «Affrontiamo questa partita – dice Marco Mori – con serenità. È chiaro che cercheremo di vincerla anche se l'assenza di Tommaso Dell'Agnello è pesantissima e abbiamo Capobianchi in forte dubbio, ma io non ho lavorato in queste settimane pensando al derby, ma solo alla stagione che ci aspetta. Di quello che abbiamo fatto finora butto via solo il primo quarto con Us, ma sono molto contento dell'atteggiamento difensivo».
Sull'altra sponda gli fa eco Gabriele Pardini. «Proviamo grande emozione per questa partita che a mio parere rappresenta qualcosa di più di un singolo scontro sportivo ma un'opportunità per la città che deve essere colta in modo da far capire che la passione per il basket non è morta e che Livorno merita di tornare a livelli superiori». Parole sante, di tutti e due. Ma vuoi mettere, stasera poco dopo le 23, avere per le mani un referto rosa?
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