Gioco
Addison da tre, e sui derby calò il sipario
Era il 1989, si impose l’Enichem all’andata e l’Allibert al ritorno sempre in un palasport strapieno. Furono gli ultimi duelli
LIVORNO. Chiedi cos'erano i derby. “Voi che li avete aspettati, ascoltati, bruciati e poi scordati. Voi dovete insegnarci con tutte le cose, non solo a parole, cos'erano mai questi derby”. Saccheggiato Gaetano Curreri, che d'altra parte è cestofilo vero e non si offenderebbe, viene da pensare a quei tanti che venerdì sera entreranno al PalaMacchia e un derby “vero”, di quelli che pian piano fecero Livorno capitale del basket, non l'hanno mai visto. Saranno tanti, perché l'ultimo derby di campionato (A1) data 25 marzo 1989, due mesi e quattro giorni prima della finale scudetto e poi ce ne furono, di ufficiali, altri due, ma soltanto di Coppa Italia perché la Pielle era retrocessa in A2, anche se li vinse entrambi.
Sempre 1989, settembre e ottobre. Da allora ci sono state solo una serie rievocazioni più o meno patetiche, ma che comunque meritano di essere ammirate per quella che era la loro natura solidaristica. Quindi chi non ha almeno una trentacinquina d'anni, di un derby “vero” può solo chiedere. Cos'erano mai questi derby? Non sanno e forse non sapranno mai che cosa vuol dire andare al palazzo anche tre ore prima della partita, altrimenti il “tuo” posto te lo sognavi, visto che non c'erano, allora, settori e numerati. E non sanno tante altre cose che è difficile spiegare, magari serve di più mostrare qualche fotografia, quelle muraglie umane che nessuno ha più rivisto e che da poche parti in Italia si vedono ancora.
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Comunque, correva il campionato '88/89 e la Libertas era forte, tanto più forte dell'Allibert, visto che l'una arrivò allo scudetto (quasi) e l'altra finì per restare invischiata nei play-out e da lì retrocedere, per una summa di errori e disgrazie.
La Libertas aveva Alexis e Binion (poi Wood) e i nazionali, l'Allibert dopo Addison aveva Brad Wright e non era precisamente la stessa cosa. Carera partiva dalla panchina e Sacco doveva rispondere, con tutto il rispetto, con Picozzi o Del Buono. E il primo derby (11/12/88) fu una specie di mattanza, anche se lontana dal famigerato “39” di quasi due anni prima: finì 111-84, con quattro giocatori gialloblu sopra i 20 punti (Fantozzi, Forti, Alexis e Binion) e Tonut a 19, più di 100 punti con il solo quintetto base contro un Addison da 35 a predicare nel deserto o giù di lì, nel pugilato non si sarebbe nemmeno cominciato.
Ma il derby a volte proponeva storie diverse, anche distanti dalla logica: il 25 marzo 1989, sei giornate alla fine, l'Enichem veleggia nella parte altissima della classifica così com'è stato per tutta la stagione e è già pronta a giocarsi i play-off che finirono come sappiamo; per l'Allibert invece c'è già puzza di play-out con tutti i rischi del caso (infatti...). E non c'è miglior occasione, per una squadra d'orgoglio, per fare un regalo enorme ai propri tifosi.
Finì 93-85 appunto per l’Allibert e la Snai non accettava ancora gioco sul basket, altrimenti qualche sognatore si sarebbe potuto arricchire. Non c'era più Binion, ma Wood era un ottimo giocatore e c'erano ancora Tonut e Fantozzi e Forti e Carera. Invece vinsero Simeoli, Tosi, Del Buono e Picozzi, con tutto il rispetto. Chiedi cos'erano i derby, cos'erano mai questi derby?
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