Gioco
Poker Livorno va subito al Max
Partenza sprint e Pescara al tappeto già nel primo tempo sotto gli occhi di Allegri
LIVORNO. Alle 15 tutti allo stadio, alle 15.40 si poteva anche tornare al mare. E chi se lo immaginava un inizio di campionato così? Devastanti. 4-0 e tutti a casa, vendicato (almeno in parte) il tonfo dello scorso anno.
Certo, meglio di così la partita non si poteva mettere perché al 7’ il Livorno era già in vantaggio 1-0 col Pescara in 10 per l’espulsione del portiere, ma questo privilegio gli amaranto se lo sono conquistati, con una partenza arrembante che ha annientato il Pescara. E poi: quante partite abbiamo visto con la squadra in 10 che è comunque rimasta in partita? Stavolta no, il Pescara non ha toccato boccia, il Livorno ha sempre tenuto palla e alla fine del primo tempo eravamo già sul 3-0 con l’aggiunta di un palo (Luci) e un gol buonissimo (di Morelli) annullato per un fuorigioco che non c’era. Tant’è che nessuno si è accorto della marea di assenze del Livorno, che ha giocato con due debuttanti (Gasbarro e Morelli) e Aramu titolare all’ultimo secondo per il forfait anche di Palazzi.
L’applauso di Allegri. A gustarsi la vittoria del Livorno c’era anche Max Allegri, doppio ex visto che ha giocato anche a Pescara. «Proprio un bel Livorno», ha confidato agli amici poco prima di tornare a casa.
Sotto il segno del Toro. Tanto per cambiare, a spianare la strada al Livorno è stato Vantaggiato, prima a segno su rigore e poi autore del 2-0 con una giocata nella quale si è portato dietro mezza difesa del Pescara, neanche fosse un lottatore di sumo. Che giocatore...
Pressing alto. Qualcuno dirà che il primo gol (e in parte anche il secondo) è arrivato dopo un errore del Pescara. Non del tutto vero. Abbiamo visto a lungo come lavora Panucci, è dal primo giorno di ritiro che ordina ai suoi attaccanti di essere i primi ad andare in pressing.
L’avete visto ieri Vantaggiato? Si massacrava anche nel lavoro sporco, costringendo i difensori del Pescara a rinvii spesso affrettati. Per la gioia dei tre amaranto che partivano dietro, ovvero Fedato, Pasquato e Aramu, attenti come rapaci a gettarsi su quei palloni vaganti.
Panucci e la qualità. Rispetto allo scorso anno, questo è un Livorno che ha il doppio della qualità. Prima la giocata o la faceva Siligardi o la faceva Siligardi. Adesso c’è Fedato, c’è Pasquato, c’è Aramu, c’è soprattutto un Vantaggiato che finalmente non avrà ogni volta tre avversari intorno.
Chiaro, bisognerà adesso valutare la tenuta difensiva (soprattutto a centrocampo) quando in trasferta troveremo squadre che aggrediscono, che mordono le caviglie, e non potrai cavalcare l’onda ma dovrai arginarla. In questa ottica, un bel segnale è arrivato da Cazzola che ieri Panucci ha messo dentro già al 16’ del secondo tempo, a dimostrazione che il giocatore è pronto.
Poker servito. Resta da dire dei gol, quattro e potevano essere molti di più. Al 4’ Fedato recupera un gran pallone, asfalta Zuparic e si invola, con Fiorillo che prova ad anticiparlo ma aggancia i piedi dell’amaranto: rosso e calcio di rigore. Dal dischetto Vantaggiato non sbaglia. 2-0 ancora di Vantaggiato con azione di potenza e sinistro chirurgico, poi il 3-0 lo firma Ceccherini con colpo di testa da angolo battuto da Schiavone. Nella ripresa arriva anche il 4-0, stavolta il lancio al bacio è di Luci, la zampata di Fedato. Può bastare così. Anzi, basta e avanza.
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