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«Mamma mia che bel Livorno» Spinelli elogia Gasbarro e Morelli

«Mamma mia che bel Livorno» Spinelli elogia Gasbarro e Morelli

LIVORNO. Un quarto d'ora dopo la fine della partita il presidente è pronto per salire in macchina dopo aver dribblato i giornalisti. Poi ci ripensa. Troppo grande la soddisfazione del debutto per non...

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LIVORNO. Un quarto d'ora dopo la fine della partita il presidente è pronto per salire in macchina dopo aver dribblato i giornalisti. Poi ci ripensa. Troppo grande la soddisfazione del debutto per non essere espressa e condivisa con la gente che ha il sangue amaranto: «Siamo partiti con il piede giusto - dice – grazie ai nostri giovani che sono davvero interessanti. Ma ora – chiarisce subito – dobbiamo stare calmi e basta. Guai a chi si monta la testa».

Lodi a Panucci e Signorelli. Il poker con cui abbiamo iniziato la stagione val bene una pacca sulla spalla dell'allenatore. Spinelli è d'accordo: «Sì. Faccio i miei complimenti a Panucci. Ha fatto giocare bene la squadra nonostante fosse alle prese con tante assenze. Ah. Faccio un plauso anche a Elio Signorelli che ha costruito davvero un gruppo di ragazzi promettenti».

I debuttanti. Non possono e non devono passare sotto silenzio gli ottimi esordi di Gasbarro e Morelli. Il presidente conferma: «Sono giovanissimi e hanno giocato da veterani. Sono molto contento per loro. D'altronde la politica del Livorno non può che essere questa: la linea verde al potere e la valorizzazione dei nostri ragazzi. Purtroppo noi giochiamo davanti a 5mila tifosi. Avete visto che a Salerno ce n'erano 30mila? E a Bari forse anche di più. Insomma. Facciamo quello che possiamo».

Vantaggiato for president. Se dovesse erigere un monumento a un giocatore, Spinelli non avrebbe dubbi. Sceglierebbe il Toro di Brindisi: «Lui è un esempio». La definizione è lusinghiera, ma il presidente mica si ferma qui: «Non ho mai pensato di cederlo o di non rinnovargli il contratto. Lui è sempre stato nei miei pensieri al primo posto tra i confermati».

Spinelli ripensa al secondo gol segnato dal “Vanta”: «Avete visto? È andato in porta con cattiveria e prepotenza. Sono quelle le armi che in serie B fanno la differenza perché in questo campionato non bisogna mollare mai e lottare sempre. Lui il 2-0 se lo è costruito da solo. E questi sono i dettagli che fanno la differenza a trasformano un buon giocatore in un campione. Daniele merita la serie A».

E Spinelli si infuria... Poi qualcuno gli fa una domanda sulle tante assenze del Pescara che avrebbero agevolato il successo degli amaranto e Spinelli si imbufalisce: «Ma che cosa c'entra. Anche a noi mancavano molti giocatori, ma che discorsi sono». E il sorriso sfuma in rabbia. Peccato. (f.p.)

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