Gioco
Basket, l’impresa mondiale di Giannini
Il giocatore livornese ha vinto con la nazionale italiana over 45 il torneo di Orlando: non ci sono parole per questa gioia
LIVORNO. L’impresa. L’ennesima, firmata da Tommaso Giannini e dalla nazionale di basket Over 45: dopo il terzo posto europeo di Ostrava nel 2014 e l’oro alla World League di Zadar, gli azzurroni il 30 agosto sono saliti anche sul tetto del mondo “espugnando” il Mondiale di Orlando la manifestazione più prestigiosa a livello di Over 45.
E uno dei membri della spedizione è stato, appunto, il livornese Tommy Giannini, classe 1969 per due metri e poco più, assicuratore di professione e una carriera che ha toccato il suo apice nella stagione 1990/91 nella Tombolini Pallacanetro Livorno in Serie A2 con Elvis Rolle e Raffael Addison, che qualche tempo fa confidò proprio alle colonne de Il Tirreno di “sognare di essere tra convocati per i Mondiali americani”.
Un sogno divenuto realtà, con tanto di titolo conquistato in una finale a senso unico contro la Russia (108-78).
«Ormai è passato qualche giorno, ma non riesco ancora a metabolizzare – confessa Giannini – a parole non si può descrivere ciò che ho provato dentro; sia Stati Uniti che Russia hanno sofferto il nostro atletismo e infatti, per assurdo, l’avversario più complicato si è rivelato la Repubblica Ceca ai quarti di finale. E poi quando segni con regolarità da 3 punti, difficilmente perdi…».
Un successo meraviglioso per tutta una serie di motivi: perché colto nella patria universale del basket e perché ha incrementato la tradizione italiana pluriennale (da 8 anni, aperta…).
«Abbiamo avuto anche un po’ di tempo libero, ma Orlando non offre molto se non i parchi; personalmente ho apprezzato di più lo Space Kennedy Center (Cape Canaveral, ndr) e i festeggiamenti la sera della vittoria a South Beach, Miami (ride, ndc), oltre al parco dello sport Espn dove si è svolta la manifestazione. Il futuro? Partecipare e vincere l’Europeo di Novi Sad nel 2016». Nel frattempo Tommy continuerà ad allenarsi ogni giorno come ci rivelò nell’ultima intervista prima dei mondiali. Perché il segreto per la longevità è proprio quello. «C’è una sola strada: allenarsi tutti i giorni. Ad esempio io anche quest’anno mi sto allenando un po’ meno sento la differenza. Ma è la passione che tispinge a farlo. Così il giorno che se non c'è il palazzetto vaial campino. È vedendo come si allenano questi vecchietti che ti accorgi di come invece le nuove generazioni abbiano molta meno passione per questo sport e siano meno capacidi sacrificarsi. Purtroppo manca l'entusiasmo».
Il tabellino azzurro: Mazzella 15, Antonucci 18, Delli Carri 11, Corvo 26, Giannini 3, E. Capone 4, Carney 12, Zeppa 6, Donati 9, Del Cadia 6, Carletti.
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