Toscana
Max ironico: io sempre nella storia
Allegri: «Dobbiamo riordinare le idee. Garcia: «La squadra ora produce gioco»
ROMA. «Io entro sempre nella storia, o da una parte o dall'altra... Lo sapevo, per questo ero preoccupato». Massimiliano Allegri fa ricorso a una battuta per stemperare la delusione in casa Juventus dopo la sconfitta dell'Olimpico con la Roma, la seconda consecutiva in avvio di campionato, un inedito assoluto nella storia della Vecchia Signora. «Capisco che alla Juve è brutto perdere due gare di seguito, ma il calcio è anche questo, bisogna restare lucidi perché non ha senso piangersi addosso per questi due ko. Non abbiamo perso le nostre qualità - aggiunge in conferenza stampa il tecnico -. È un momento negativo, ma ora dobbiamo riordinare le idee, ritorneremo a fare cose importanti già dopo la sosta».
«Abbiamo avuto una buona reazione, ma l’atteggiamento non è stato positivo. Abbiamo trovato un’ottima Roma e abbiamo subito tre o quattro occasioni già nel primo tempo. Non riuscivamo a partire e a giocare e abbiamo sbagliato troppo tecnicamente. Nel secondo tempo, proprio quando potevamo cambiare qualcosa, siamo andati sotto».
«Era questa la Roma che immaginavo: una Roma che produce gioco. La voglia e lo spirito collettivo, da chi è partito titolare a quelli che sono subentrati a quelli che sono rimasti in panchina, sono una forza in più per noi». Non nasconde la sua soddisfazione il tecnico della Roma Rudi Garcia, intervistato ai microfoni di Premium Sport. Sulle scelte tattiche spiega: «Abbiamo giocatori di grande qualità, anche se in difesa ho dovuto fare delle scelte e per fortuna mi è andata bene. Digne non volevo farlo giocare dall’inizio perché aveva giocato a luglio l’ultima partita, ma è andata bene anche perché lui conosce i miei meccanismi dai tempi di Lille».
Garcia poi evita le polemiche: «Se è una mia rivincita dopo qualche critica? Io penso alla squadra, sono contento per loro: questa è la strada da seguire. L’anno scorso avevo fatto un proclama, quest’anno farò l’operazione contraria, non sorrido nemmeno..».
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